Curare a casa il Covid si è rivelato non solo possibile, ma anche auspicabile.
Per questo la Regione Veneto già da 3 mesi ha operato un protocollo di terapie domiciliari, che consente ai medici di base di poter dare indicazioni terapeutiche ai pazienti in fase precoce sintomatica.

Il Governatore Luca Zaia non ha atteso il pronunciamento del TAR sulla somministrazione, tra gli altri farmaci (eparina e anti infiammatori non steroidei), dell’Idrossiclorochina, principio attivo largamente utilizzato nella prima fase del contagio e poi al centro di polemiche e anatemi di AIFA (poi smentita da una sentenza del Consiglio di Stato prima e da una del TAR appunto di qualche giorno fa).

I pazienti COVID della Regione Veneto possono contare su un protocollo terapeutico domiciliare che ha già cominciato a dare i suoi frutti evitando l’ospedalizzazione di migliaia di pazienti.

Questa è la strada giusta dice il Governatore Luca Zaia che ci tiene a precisare quanto sia scrupoloso e costante l’aggiornamento del protocollo domiciliare per aggiungere, in presenza di validi dati scientifici, qualunque supporto terapeutico per poter garantire l’assistenza a casa ai malati in fase precoce.

Con la Regione Veneto e la Regione Piemonte sono già due le realtà che hanno avviato in modo strutturato il protocollo di Cura Domiciliare per il Covid-19.

Anche la Lombardia si aggiungerà da qui a breve a questo approccio terapeutico che può scongiurare l’ospedalizzazione dei pazienti allentando l’emergenza dovuta al sovraffollamento degli ospedali.

Da Palazzo Lombardia fanno sapere che da qui a poco anche nella regione più popolosa d’Italia (e purtroppo per questo anche la più colpita dalla diffusione del contagio) sarà a disposizione un protocollo di cura domiciliare che aggiungerà ad eparina e antinfiammatori anche l’Idrossiclorochina.

Fin qui i dati di questo approccio terapeutico domestico sono molto confortanti, con decine di migliaia di pazienti guariti senza mai dover far ricorso alle cure ospedaliere.
Si conta nel giro di breve di poter far sì che tutte le Regioni italiane abbiano un protocollo operativo domiciliare.

Entro breve tempo, grazie anche alle varianti che costituiscono un indebolimento del Virus, si potrà arrivare ad un’endemizzazione della malattia. L’essere umano si abituerà al Virus, che sarà meno aggressivo e potrà essere gestito e affrontato come un’influenza.