L’articolo è stato scritto da Claudio Massari e Maria Grazia Vercesi del Comitato Flat Tax.

Ora che tutti sono diventati allenatori della Nazionale italiana noi vogliamo per un attimo ritornare ad essere “esperti virologi” con una breve riflessione sui vaccini e, per evitare di essere tacciati di essere no-vax, no-mask o complottisti, lo faremo con tanto di dati alla mano per evidenziare che esiste un problema, ed è grave.

Tralasciamo di commentare l’approccio che definire “bizzarro” è riduttivo, con il quale nei primi mesi del 2020 si è affrontata la pandemia (lasciamo il giudizio alla Procura della Repubblica presso la quale è aperta un’indagine), determinato forse dalla incertezza e insufficienza delle informazioni all’epoca in possesso. Tuttavia, ad oggi, alcune considerazioni possono essere fatte, soprattutto alla luce di alcune opinabili scelte che, senza alcuna evidenza scientifica, mostrano l’utilità di tali gesti. Si sono tolti quasi 2 anni di vita ai più giovani, si è scelto di far “morire” economicamente attività chiudendole totalmente o facendo loro adottare protocolli troppo rigidi ed onerosi.

Non si è scelta la strada più sensata della tutela dei soggetti più a rischio. Non si è scelto di  riconvertire alcune realtà industriali italiane per l’approvvigionamento di mascherine e materiale sanitario, ma si è preferito rivolgersi all’estero.

Si è, in definitiva, scelto scientemente di massacrare l’economia italiana e di dare un colpo di grazia alla già precaria situazione sanitaria, causata dai continui tagli attuati in anni di malgoverni precedenti, dicendo che sarebbero stati sufficienti 3,6 miliardi per risolvere il problema, invece di ricorrere alle cure domiciliari ma, anzi, “imponendo” la “cura” dei sintomatici con la vigile attesa.

Solo quando si è giunti al collasso del sistema e la malattia è diventata molto grave ed ormai complicata da curare si è scelto di puntare sui vaccini (anche qui per favorire una “certa” fetta di economia), cercando di “invitare caldamente” i titubanti a vaccinarsi con lo spettro del green-pass, quando, “grazie” alla UE e alla pessima gestione del nostro Governo i vaccini neppure bastavano per chi desiderava farlo. Ora la campagna vaccinale è partita. E procede a gonfie vele. Nonostante questo, esistono alcuni “personaggi”, che purtroppo hanno un certo peso mediatico, che se ne escono con frasi del tipo: “Cari attempati no-vax, se potete permettervi certe fisime è grazie noi e alle decine di milioni di Italiani che disciplinatamente si vaccinano e vi proteggono e con voi hanno una gran pazienza”.

Alla luce di queste dichiarazioni non si può tacere.

Prendiamo in considerazione le presunte “fisime” accorgendoci che, come dalle tabelle delle fonti ufficiali, a maggio 2020 l’incidenza dei contagiati sulla popolazione italiana era dello 0,4%. A maggio 2021, dopo mesi di intensa procedura vaccinale, tale indice è all’1,2%.

Leggendo poi sulla dichiarazione di autorizzazione alla somministrazione troviamo scritto “non è possibile prevedere danni a lunga distanza” e scopriamo che la fase di sperimentazione è prevista fino a dicembre 2023.

Non è che le cavie da laboratorio inconsapevoli siamo noi? Ai posteri l’ardua sentenza.