Si fa sempre più viva l’ipotesi di chiedere l’utilizzo del vaccino russo Sputnik, per accelerare la campagna vaccinale.
Il leader della Lega, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva avuto un colloquio telefonico col ministro della Sanità di San Marino Roberto Ciavatta, oggi ha incontrato i vertici di San Marino, che già lo utilizzano. Da giorni Salvini insiste perché anche il governo italiano acquisti il vaccino russo, nonostante non sia stato ancora approvato da Ema, l’ente regolatorio europeo al quale il farmaco non avrebbe ancora nemmeno fatto richiesta per l’approvazione. La Repubblica di San Marino ha tuttavia deciso di acquistare ugualmente circa 7.500 dosi del vaccino, che ha comunque avuto un’ottima valutazione dalle riviste scientifiche e dallo stesso Spallanzani, dopo che le fiale promesse dall’Italia e dall’Ue non sono mai arrivate. “Ho parlato con il ministro della salute di San Marino, e sono pronti a fornire migliaia di dosi anche per gli italiani che lavorano o vivono vicino alla Repubblica”, aveva detto nei giorni scorsi Salvini.
Anche il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini spinge: “Se è valido, acquistiamolo”, dice, incassando subito il plauso della Lega in Regione. “Chiediamo chiarezza su Sputnik. Se ha validità ci attendiamo l’approvazione e acquisto”, spiega il presidente dell’Emilia Romagna e della conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini, illustrando oggi le nuove misure restrittive adottate a Bologna. “Credo che venerdì incontreremo il nuovo commissario, il generale Figliuolo. L’auspicio di tutti è che nel paese e anche in Emilia Romagna arrivino molti più vaccini rispetto a prima e vi sia una svolta dal punto di vista delle forniture”. Parole che riscuotono subito l’approvazione della Lega: “Dopo che San Marino ha dato una lezione di politica internazionale all’Ue – chiosa sui social il consigliere regionale del Carroccio Stefano Bargi – sembra che gli interessi transatlantici (che, va detto, lasciano l’Italia come fanalino di coda) vengano posti in secondo piano rispetto la vita delle persone. Lo prendiamo come un passo avanti. Tardivo forse, ma ci siamo abituati”.










