6 milioni e mezzo di dosi di vaccino da somministrare la prossima settimana. A tanto equivale l’ammontare di dosi che sarà utilizzato in Italia. Si prevede che il numero sia destinato a scendere poi ai primi di aprile, per poi tornare a salire quando arriveranno anche le fiale di Johnson&Johnson. Un boom di invii positivo che però incontra l’incognita e le difficoltà delle Regioni. Ad ogni problema risolto ne corrisponde un altro. E mentre l’Europa accelera, il rischio più grande è quello di non riuscire a farcela a causa delle problematiche nelle regioni. Questo boom di invii rischia di essere uno stress test non irrilevante.
Scarseggia il personale disponibile, ma Fabrizio Curcio, a capo della Protezione civile, annuncia: “Arriveremo a 500 mila vaccini al giorno e a quel punto nessuno potrà rimanere indietro nella somministrazione. Noi siamo pronti a sostenere le Regioni, entro fine anno dobbiamo riprendere la nostra vita migliore”. Curcio sostiene sia necessario maggiore coordinamento con le Regioni “e condividere gli obiettivi pur mantenendo la diversificazione per territorio. E seguire le indicazioni contenute nel piano. Ora che si finirà di vaccinare gli ultra ottantenni, le categorie fragili, i docenti, le forze armate, di polizia e di Protezione civile bisogna tornare alle fasce di età”. Intanto il presidente del Consiglio Mario Draghi ieri pomeriggio ha convocato a Palazzo Chigi una riunione con il ministro della Salute Roberto Speranza e i membri del Cts, Silvio Brusaferro e Franco Locatelli. Obiettivo limitare la terza ondata dei contagi. Il permier vorrebbe allentare le restrizioni ma solo se ci sarà una riduzione del numero dei contagi. Di questo si occuperà la cabina di regia che dovrebbe essere convocata già oggi e che esaminerà, fra le altre cose, il delicato dossier scuola. Ieri sono scattate le prime proposte del Cts: aprire le scuole dopo Pasqua. Si valuta la possibilità di riaprire le scuole dell’infanzia, le elementari e la prima media in tutta Italia. Per il resto delle medie inferiori e per le superiori si attende di capire l’evoluzione dell’epidemia. Il tema della scuola riaccende lo scontro dei partiti. A sostenere il ministro dell’Istruzione Bianchi, che dice di “lavorare giorno e notte per poter riaprire”, è stata ieri la ministra Elena Bonetti secondo la quale occorre valutare la riapertura in zona rossa almeno della scuola d’infanzia e della primaria”.
L’ondata di contagi a “febbraio e marzo ci ha costretto a nuove restrizioni, ma adesso la strategia deve evolvere rapidamente perché’ le famiglie e gli studenti non possono più aspettare, così come le attività sospese. Serve un piano di ripartenza sicura che abbia al centro non più le chiusure, ma l’immunizzazione rapida di tutti, a partire dagli anziani e dai più fragili”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni. Per i ritardi nella campagna vaccinale “se c’è qualcuno che finora ha avuto un’enorme responsabilità sono le grandi aziende farmaceutiche che non hanno rispettato i contratti. Vergognoso” sottolinea. In Italia “non ci sono venti campagne vaccinali regionali, ma una sola nazionale. Da soli non si esce dalla pandemia, ne usciremo insieme come Paese – spiega -. Trovo giusto che il governo metta a disposizione risorse e strumenti per far sì che si possa viaggiare tutti al massimo della velocità. Alcune Regioni hanno adottato il sistema di prenotazione delle Poste”. L’Emilia Romagna è tra le regioni che non l’ha fatto perché’ “la nostra struttura di prenotazione era pronta prima e sta funzionando bene, perché’ cambiarla?”.
Per quanto riguarda la politica, oggi in mattinata ci sarà un incontro tra Enrico Letta e Giuseppe Conte, leader (ancora in pectore) del M5S. Si prefigura un patto per proseguire la collaborazione tra le due forze, pur nell’autonomia dell’azione politica e parlamentare, e all’interno del cantiere di un centrosinistra largo tutto da costruire. Due i temi sul tavolo: l’alleanza giallorossa per le amministrative, in bilico in tutte le grandi città, con Roma in primo piano, dove Grillo continua a difendere la candidatura divisiva della Raggi (data al 26% dai sondaggi); e la legge elettorale, dove le posizioni dei due partiti appaiono distanti. Nel fronte interno al Pd, Enrico Letta va avanti: la nuova presidente dei senatori dem sarà eletta domani (in pole position la sottosegretaria Simona Malpezzi), dopo toccherà ai deputati decidere chi li guiderà (Debora Serracchiani o Marianna Madia).










