Non è piaciuta al commissario Figliuolo la gara tra le Regioni a vaccinare quanti più giovani possibile dimenticando i cittadini più a rischio. «Lo chiedo davvero a tutti i presidenti — dice il generale  — di andare avanti con il piano: è facile farsi prendere dalla propaganda, e dire “apro questa categoria o quest’altra”, ma se noi non mettiamo in sicurezza gli over 60, che sono quelli che hanno il 95% di probabilità di finire in ospedale, in intensiva o peggio ancora di morire, non ne usciamo più». Il commissario all’emergenza, inoltre, ritiene sia necessario programmare le ferie in attesa della somministrazione del vaccino. «È bene che chi va in vacanza si regoli in funzione dell’appuntamento», dice smontando la tesi delle regioni che in questi giorni hanno tentato una moral suasion sul governo per vedersi ripartire più fiale.

Intanto ieri sera il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il dl Covid sulle aperture. Il decreto entra in vigore «il giorno stesso della sua pubblicazione», quindi tutte le sue misure hanno effetto immediato, inclusa quella sul coprifuoco: il blocco notturno degli spostamenti già da stasera scatta alle 23, anziché alle 22.

C’è un altro decreto, il Dl Sostegni bis, che sarà approvato a strettissimo giro e che i cittadini aspettano con ansia. È il decreto che varerà nuovo denaro per le categorie sotto stress. Nel Dl Sostegni bis debutta un contratto subordinato a tempo indeterminato di rioccupazione incentivato con l’esonero contributivo al 100% – fino a 6mila euro su base annua – per la durata di sei mesi, con l’obiettivo di spingere l’inserimento nel mercato del lavoro dei disoccupati nella fase di ripresa di attività post pandemia.

Non solo. Si ritoccano anche il contratto di espansione, la cui soglia dimensionale scende a 100 addetti, e il contratto di solidarietà: per le imprese, che dal 30 giugno avranno lo sblocco dei licenziamenti, e hanno subito perdite di fatturato di almeno il 30%, l’ammortizzatore (attivabile per una durata di 24-36 mesi) prevede un reintegro di retribuzione per il lavoratore al 70% (oggi 60%). La Cigs per cessazione si allunga di altri 6 mesi per le crisi industriali aggravate dall’emergenza sanitaria, al fine di dare più tempo per completare i piani di subentro delle nuove proprietà.

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dice: «Stiamo provando a costruire un set di strumenti che consenta di affrontare un passaggio delicato, al di là della data, quando l’economia tornerà alla sua dinamica ordinaria».

Fisco, parte il progetto europeo per unificare la tassazione

Ieri è stata presentata in Europa una riforma fiscale a tutto tondo nelle sue linee generali dai commissari Gentiloni e Dombrovskis. Prevede la redistribuzione del carico fiscale; trasparenza sulla tassazione effettiva delle grandi imprese con la pubblicazione delle aliquote effettive; incentivazione dei finanziamenti delle imprese tramite capitale proprio per ridurre il ricorso al debito; nuovo quadro fiscale comune per una equa ripartizione dei diritti di tassazione tra gli Stati Ue e il contrasto delle società di comodo. «È tempo di ripensare la tassazione in Europa – ha spiegato in una conferenza stampa il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni -. Mentre le nostre economie passano a un nuovo modello di crescita sostenuto dal NextGenerationEU, anche i nostri sistemi fiscali devono adattarsi alle priorità del XXI secolo».

Elezioni amministrative: partiti in difficoltà nelle candidature

Per quanto riguarda le elezioni amministrative, crescono i rumors sui vari nomi. «Al momento la mia disponibilità sarebbe inutile, perché il Comune presenta una situazione economica e organizzativa drammatica». Il «no» di Gaetano Manfredi, ex ministro dell’Università ed ex rettore della Federico II che Pd e M5S puntavano a candidare a sindaco di Napoli, nasce certo dalla peculiarità partenopea, dove il Comune rischia il dissesto se non sarà rinnovato il «salva-Napoli» che blocca la Corte dei conti fino al 30 giugno. Ma arriva dopo il «no grazie» di Gabriele Albertini per il centrodestra a Milano. E si attende intanto la conferma del terzo gran rifiuto, quello di Guido Bertolaso per Roma. Anche se, si fa sapere, Silvio Berlusconi, appena dimesso dal San Raffaele, sta personalmente trattando la pratica per convincere l’ex Capo della Protezione civile.