Saranno delle “vacanze” di Pasqua desuete e mai così “bloccate” dal punto di vista logistico. Dopo le polemiche sulla possibilità di viaggiare all’estero ma non uscire dal proprio comune, ieri il ministro Speranza ha firmato in tutta fretta una nuova ordinanza: chi arriva in Italia da un Paese dell’Unione europea dovrà sottoporsi a tampone e rimanere in isolamento fiduciario per 5 giorni. La regola — in vigore da oggi fino al 6 aprile — vale anche per gli stranieri intenzionati a venire nel nostro Paese per trascorrere le festività pasquali. Un «forte deterrente» lo definiscono a Palazzo Chigi. Per evitare che gli italiani, costretti alla seconda Pasqua in lockdown, decidano di andare a passare le vacanze all’estero nei Paesi che aprono già le porte ai turisti.

«La toppa è peggiore del buco. Noi non volevamo fare assolutamente la guerra agli italiani che andavano all’estero. Il nostro discorso è solo questo: se il tampone vale per andare all’estero, deve valere anche in Italia», è il duro commento del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. A rendere urgenti le nuove restrizioni è la preoccupazione per l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità che certifica come la variante inglese, con una trasmissibilità superiore del 40 per cento, sia ormai assolutamente prevalente in Italia, riscontrata nell’86% dei nuovi contagi.

È scontro intanto sulle riaperture post pasquali. Sembra che le richieste di Salvini e company non siano state ascoltate. Il leader della Lega chiede riaperture graduali, e comunque da aprile, ma il premier Mario Draghi congela le chiusure e attende nuovi dati sui contagi. L’impianto del decreto resterà improntato alla prudenza. Ancora. Dal 7 al 30 aprile, date di entrata in vigore e di scadenza del nuovo decreto legge, tutte le regioni saranno in fascia arancione o rossa. La novità è che, laddove i dati dovessero migliorare, a partire da una certa data sarà possibile allentare le restrizioni.

Il tema che divide la maggioranza è questo, perché la Lega e Forza Italia chiedono di inserire «un automatismo» in base al quale, nei territori dove i contagi dovessero calare, le misure verrebbero allentate: i ristoranti potrebbero riaprire a pranzo e i cinema, i teatri e le sale da concerto ricominciare a lavorare. Ma l’ala dura del governo non vede margini per addolcire le restrizioni ad aprile e si oppone a introdurre un sistema automatico che faccia alzare le serrande dei pubblici esercizi, ancora per un mese. Roberto Speranza è categorico, invita tutti a concentrarsi sulla pericolosità delle varianti e difende con forza la linea del rigore. Intanto imprenditori e lavoratori sono disperati.

Ministro Lamorgese: “Vaccineremo i giovani, questa estate sarà sicura”

La campagna vaccinale procede spedita. Sembra che qualcosa si stia realmente muovendo e sono in arrivo tanti altri vaccini. “Verranno intensificate tutte le misure di prevenzione analogamente a quanto avviene in occasione delle più importanti festività, con un dispositivo di circa 70 mila donne e uomini in divisa. E come l’anno scorso, bisognerà tenere conto delle limitazioni imposte in tutta Italia per contenere la diffusione del Covid 19, con specifici servizi programmati a livello territoriale che riguarderanno, in particolare, le aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, i parchi, i litorali più frequentati, le arterie stradali e autostradali, le stazioni ferroviarie, i porti e gli aeroporti”. Così oggi al Messaggero la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese in merito alle disposizioni che saranno adottate per il prossimo weekend, zona rossa nazionale. “Cresce, soprattutto tra i ragazzi, un senso di stanchezza e di mancanza di fiducia per il futuro. Siamo alla seconda Pasqua chiusi in casa e questo crea altro disorientamento. Ma non è il momento di abbassare la guardia, perché i progressi registrati dalla campagna per i vaccini fanno finalmente intravedere un orizzonte diverso che ci consentirà di tornare gradualmente alla normalità.

Mi rendo conto – continua Lamorgese – delle gravissime difficoltà in cui versano le categorie economiche più esposte alla crisi che manifestano il loro dissenso contro le misure adottate. Ma sono anche convinta che il Paese sarà in grado di superare unito questa fase cruciale della lotta al Covid 19 e, comunque, il Viminale continuerà a porre il massimo di attenzione sui possibili tentativi da parte di frange estremiste di infiltrarsi nelle manifestazioni di piazza”.

“Ora che è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per l’utilizzo della rete delle farmacie, tra maggio e giugno dovremmo iniziare a vaccinare anche le classi di età dei più giovani che, notoriamente, si spostano e socializzano più delle altre”. “Il commissario Ue al Mercato interno, Thierry Breton, ha annunciato che un passaporto sanitario europeo potrebbe essere utilizzato a partire dal 15 giugno in tutta l’Unione. Il passaporto che consentirà procedure più veloci alle frontiere non sarà obbligatorio e sarà comunque utilizzabile anche da chi, in attesa del vaccino – prosegue – si sottoponga al tampone molecolare prima dei viaggi all’estero. Credo che questo strumento, assicurando gli spostamenti in sicurezza, potrà contribuire anche alla ripresa del settore turistico così duramente colpito dalla pandemia“.