“A bordo della Open Arms potevano esserci persone potenzialmente pericolose e quindi l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini era contrario allo sbarco”. Così fonti della sua difesa durante l’udienza preliminare di questa mattina nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver negato lo sbarco a Lampedusa a 107 migranti soccorsi in mare dalla ong Open Arms ad agosto del 2019.
A chiedere di costituirsi sette dei migranti trattenuti a bordo della nave catalana, Legambiente, Arci, l’associazione Accoglie Rete, Giuristi Democratici, il Ciss, Open Arms, Mediterranea Saving Humans, Cittadinanza Attiva e il comandante dell’imbarcazione spagnola a cui fu impedito l’attracco Reig Creus. “Fu un vero e proprio sequestro di persona”, dice l’avvocato Arturo Salerni, che assiste le parti civili assieme ai colleghi Mario Angelelli, Gaetano Pasqualini e Giuseppe Nicoletti.
L’avvocato Bongiorno ha chiesto la produzione di alcuni documenti. Si tratta delle dichiarazioni e di alcuni tweet dell’allora ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, e di alcune mail della Open Arms, con le autorità spagnole e maltesi. “Non fu una scelta del ministro dell’Interno, ma dell’interno esecutivo”, dice l’avvocato di Salvini.
Secondo la memoria difensiva di Salvini il comandante Marc Reig Creus era già indagato per violenza privata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per essersi diretto a bordo della Open Arms verso le coste italiane costringendo le autorità a concedere l’approdo, come ha scritto la procura di Ragusa il 4 luglio 2019. “La gestione di tale episodio di immigrazione irregolare – scrivono gli avvocati – costituiva attuazione della linea di Governo condivisa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministri competenti, secondo quanto concordato nel “Contratto per il governo del cambiamento” sottoscritto dalle forze di maggioranza dell’epoca. Tale linea prevede il raggiungimento di un accordo di redistribuzione dei migranti tra gli Stati membri dell’Unione europea come fase prodromica al successivo sbarco”. Non solo. Due degli immigrati che erano a bordo sono attualmente in carcere, sottolineano le stesse fonti. E il leader della Lega afferma: “Due sono in carcere, vedremo per quale motivo. Altri 44 sono spariti, andati non sappiamo dove. E io, che ho solo difeso i confini e la legge, mi ritrovo oggi imputato, nell’aula dove si tenne il maxiprocesso. Lo trovo alquanto singolare”.
“L’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini – ricorda chi ha redatto la memoria di Salvini – ha già spiegato che l’Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms in quanto avvenuti del tutto al di fuori di aree di sua pertinenza”. “Per Salvini – scrivono ancora – è sicuramente lo Stato di bandiera della nave che ha provveduto al salvataggio che deve indicare il Pos nei casi di operazioni effettuate in autonomia da navi ‘ong’. Open Arms ha chiesto il Pos all’Italia la sera del 2 agosto ma, secondo Salvini, non può ricadere sullo Stato italiano l’onere di una risposta di competenza di altri Stati. Open Arms poteva dirigersi verso altri Paesi che avevano l’obbligo di accoglierla”.
“E’ incredibile l’indifferenza intorno alla vicenda che sta mettendo a rischio la libertà personale di Matteo Salvini – scrive intanto in una nota il senatore di FI Francesco Giro -. Dalle richieste di costituzione di parte civile al processo di Palermo si comprende che intorno al leader del maggiore partito nazionale si vuole far scattare una morsa che ne limiterebbe l’agibilità politica. Una indegnità istituzionale oltre che morale. Il centrodestra faccia sentire la sua voce in modo unitario e forte”.
L’udienza verrà rinviata al 14 gennaio per il conferimento dell’incarico al perito che dovrà tradurre dallo spagnolo le email della ong la cui produzione è stata chiesta dal legale di Salvini, Giulia Bongiorno.










