Terziario, persi 130 mld di consumi. In arrivo decreto Sostegni bis

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Lo scorso anno il settore terziario ha perso quasi 130 miliardi di consumi, la maggior parte concentrata tra abbigliamento e calzature, trasporti, ricreazione, spettacoli e cultura e alberghi e pubblici esercizi per complessivi 107 miliardi. Lo sviluppo è tornato così indietro di 25 anni. È stato perso quasi il 10% del valore aggiunto prodotto dal terziario mentre l’occupazione segna un meno 1,5 milioni di addetti. Su quello che era stato considerato uno dei volani dell’economia nazionale si abbattono le conseguenze del Covid. Uno scenario nero come non si era mai visto in Italia. È il quadro che emerge dal rapporto «La prima grande crisi del terziario di mercato» realizzato dall’Ufficio Studi Confcommercio.

Commercio, turismo, servizi, trasporti arretrano del 13,2% mentre l’insieme delle attività di ospitalità e ristorazione legate al turismo accusano un secco -40%. L’impatto del Covid accelera anche il decremento demografico in tutto il territorio nazionale. Il fenomeno si fa sentire soprattutto nel Mezzogiorno (-7 per mille) rispetto al Centro (-64) e al Nord (-6,1). Tutto ciò è il risultato di un fenomeno in corso da tempo ma amplificato nell’anno del Covid, quando le 404mila nascite sono state controbilanciate da un «livello eccezionale di decessi», che hanno raggiunto quota 746mila, con un saldo negativo tra nascite e decessi di 342mila unità. Si è toccato il minimo di nascite e il massimo di decessi: 7 neonati e 13 decessi per mille abitanti.

E lo Stato prova a ripartire. Anche grazie al nuovo decreto Sosteni bis che sta per arrivare, con una nuova misura. Si chiama Ace e serve ad incentivare le ricapitalizzazioni delle Pmi per un costo per lo Stato, stimato in 2,2 miliardi per il 2021. Lo strumento, noto come Aiuto alla crescita economica, consente una deduzione fiscale alle imprese che eseguono aumenti di capitale. La novità introdotta nella bozza decreto – e sollecitata in particolare dal presidente dell’Abi, Antonio Pautelli- ne amplia decisamente la portata: l’aliquota sulla quale calcolare la quota di aumento, per un ammontare massimo di 10 milioni, sale dall’1,3 al 15%. Comincia così a prendere forma il decreto legge Sostegni-bis da circa 40 miliardi, che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro questa settimana; 10 gli articoli ancora senza testo (Alitalia, trasporto ferroviario, trasporto locale, scuola), segno che il provvedimento è ancora in via di definizione e i tempi del varo potrebbero slittare. Tra le misure, il prolungamento dello smart working nel privato fino a fine settembre e il finanziamento della prima produzione pubblica di vaccini nello stabilimento militare di Firenze. Altra novità, la spinta agli investimenti in start up e Pmi innovative: non si pagherà la tassa al 26% sulle plusvalenze fino al 2025.

Prosegue intanto la campagna vaccinale, che però prosegue a due velocità. Il Sud non riesce a tenere il passo per quanto riguarda gli anziani. In Sicilia appena sette over 80 su 10 hanno ricevuto la prima dose. Ci sono oltre 120 mila anziani ancora non coperti. In Calabria 50 mila persone in attesa di prima dose. In Campania uno su quattro: circa 65 mila anziani. Intanto, ieri Figliuolo ha detto che «è probabile che nella “rolling review”, ovvero revisione dovuta all’esperienza accumulata durante le vaccinazioni, si possa raccomandare AstraZeneca anche per gli under 60». Il generale dice di averne parlato con la stessa Aifa, con il Cts della Protezione civile, con l’Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore di sanità. L’obiettivo di inseguire, una volta messi in sicurezza i fragili, l’immunità di gregge passa per i vaccini a vettore virale, appunto AstraZeneca e Johnson&Johnson. Per questo si conta di togliere la limitazione sull’età che riguarda entrambi. «I vaccini vanno impiegati tutti. AstraZeneca è consigliato per determinate classi ma l’Ema dice che va bene per tutti, come dimostra la Gran Bretagna», ha detto Figliuolo. E anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, si sta muovendo per rinforzare il messaggio.