L’economia europea torna a correre e anche quella italiana. Le previsioni di primavera della Commissione Ue rivedono al rialzo le stime rispetto a quelle invernali e indicano un ritorno ai livelli pre-crisi per tutti gli Stati Ue entro fine 2022, grazie anche alla spinta dei Recovery plan, con una ripresa dell’inflazione che però resta sotto il riferimento del 2%, mentre vola negli Stati Uniti dove ad aprile l’indice dei prezzi al consumo è schizzato del 4,2% su base annua rispetto al +2,6% di marzo, spaventando i mercati.

«L’ombra del Covid sta iniziando a ritirarsi dall’economia europea». Con la campagna vaccinale che inizia ad accelerare in tutta l’Unione e le attività commerciali che riaprono, il commissario europeo Paolo Gentiloni vede i primi segnali positivi dall’inizio della pandemia. Parlando ieri pomeriggio a un gruppo di giornali europei, Gentiloni ha fatto notare che nel 2022 la quota degli investimenti rispetto al Pil sarà la più elevata dal 2010. Poi ha voluto precisare alcuni aspetti trattati durante la precedente conferenza stampa in mattinata: il divario di crescita dell’Italia rispetto ai suoi partner, in primis la Spagna; l’elevato debito italiano; l’importanza di attuare in modo efficace e onesto il piano di ripresa e resilienza.

«Uno degli obiettivi del Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro è di affrontare il rischio di un aumento delle divergenze tra i paesi membri nel rispondere alla crisi – ha osservato il commissario -. Le stime pubblicate mostrano che questo rischio non è scomparso. Assisteremo a una ripresa a più velocità. Se vogliamo essere ottimisti, farei notare che i tassi di crescita nei paesi più a rischio di divergere sono molto forti, a conferma di quanto il Next Generation EU sia importante».