Confcommercio lancia il nuovo allarme: la fiammata inflattiva di dicembre può determinare una drastica riduzione dei consumi fino a 5,3 miliardi di euro, con ripercussioni sul fatturato delle imprese commerciali durante le festività e anche, come avvisa preoccupato il Presidente della confederazione, Carlo Sangalli, sulla crescita del prossimo anno.
Nell’ipotesi di un aumento medio dei prezzi del 3% si perderebbero circa 2,7 miliardi di euro di consumi che potrebbero arrivare fino a 5,3 miliardi nell’ipotesi – non tanto irrealistica – di un’inflazione al 4%, secondo la stima l’Ufficio studi Confcommercio. In entrambi i casi, spiega l’associazione, quasi i tre quarti della perdita deriverebbero da un’immediata riduzione del potere d’acquisto del reddito disponibile, il resto dall’erosione della ricchezza finanziaria detenuta in forma liquida. Su questa riduzione dei consumi pesa, per di più, anche l’aumento delle spese obbligate per il rincaro dei prezzi dell’energia che si è già trasferito sulle bollette di luce e gas.
Uno studio del Codacons afferma che il prossimo Natale, sul fronte di prezzi e tariffe, potrebbe costare agli italiani, a parità di consumi rispetto al periodo pre-pandemia (2019), quasi 1,4 miliardi di euro in più.










