Una disavventura a lieto fine, quella accaduta a un cittadino del Milanese che, per un debito non pagato, si era visto bloccare i conti correnti dalla Sogert Spa, la società concessionaria per la riscossione dei tributi locali per numerosi comuni italiani, spesso accusata di avviare procedure esecutive a insaputa dei contribuenti.

La revoca del provvedimento è arrivata solo pochi giorni fa, dopo mesi trascorsi senza potere disporre delle proprie risorse economiche.
Una prassi, secondo molti esperti tributaristi “ai limiti di una vera e propria appropriazione indebita” che, nonostante diverse pronunce contrarie dei tribunali, continuerebbe a colpire gli ignari cittadini. Numerose sentenze hanno infatti già stabilito che Sogert non può agire direttamente pignorando conti correnti e buste paga, nonostante operi per conto di Enti pubblici.

Sul caso dell’imprenditore di Bresso e più in generale sulla gestione Sogert, la Lega sta lavorando a un’interrogazione parlamentare per accertare come possano verificarsi episodi simili, senza nessuna tutela per i cittadini, e fare luce anche sul ruolo degli istituti di credito, che spesso congelano con eccessiva facilità le somme a favore della società di riscossione a danno dei propri correntisti.

Proprio nei confronti delle banche, il partito di Salvini sta portando avanti una battaglia per il riconoscimento del diritto al conto corrente.
Un impegno che si affianca alle proposte sulla pace fiscale e sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, considerate strumenti fondamentali per sostenere famiglie e piccole imprese.