Requiem per le scuole di musica

Stiamo vivendo un momento storico alienante, una situazione degradante e svilente sotto molti punti di vista. Siamo di fronte ad una quotidianità che pare aver messo improvvisamente in discussione tutte quelle che pensavamo essere certezze.

La stessa società che ha sempre cercato di valorizzare la cultura e l’aggregazione, oggi invoca l’isolamento e pare essersi dimenticata di tutte le realtà territoriali che si sono sempre impegnate in campo artistico, culturale e sociale. Stiamo crescendo una generazione di giovani che si appresterà a relazionarsi con la vita avendone una percezione certamente distorta e, contestualmente assistiamo al progressivo deteriorarsi di attività culturali come le scuole di musica; quest’ultimo settore infatti, sta sopravvivendo a stento.

Purtroppo queste strutture in Italia non hanno mai goduto di adeguate attenzioni (basti pensare che attualmente la professione di musicista non è riconosciuta) e in tempi di crisi come questi, tendono ad essere abbandonati dalle istituzioni.

Nel corso dell’ultimo anno, sono state costrette a fronteggiare chiusure improvvise, adeguamenti per consentire la riapertura (con oneri elevati) per poi ritrovarsi ad un continuo alternarsi di “apri e chiudi” spesso abbinati a limitazioni e restrizioni totalmente scriteriate e talvolta ingiustificate che, continuano in maniera progressiva e pare inesorabile ad inasprirsi.

Notizia di oggi, il probabile anticipo del coprifuoco alle ore 20:00 ed un eventuale zona rossa nei weekend, che metterebbe definitivamente in ginocchio la categoria, riducendone ulteriormente gli orari e le giornate di apertura.

Come le scuole tradizionali, ci si è trovati di fronte alla D.A.D. altresì conosciuta come didattica a distanza che, per quanto se ne possa dire, rimane uno strumento spesso insufficiente e a volte completamente inconciliabile con la musica, ne sono un esempio perfetto i bambini in età compresa tra i 5 e i 10 anni con i quali risulta estremamente difficoltoso approcciarsi in una modalità didatticamente efficace a distanza. Ci sono tante situazioni invece che presentano l’impossibilità di continuare il percorso online, per mancanza di mezzi, spazi e anche gli stessi strumenti. Innegabile il triste epilogo che in prima battuta mette in ginocchio molte scuole e che in futuro tenderà sicuramente ad allontanare sempre più giovani alla musica, la cultura, il confronto e la crescita data dallo scambio diretto di esperienze, emozioni e conoscenza. Un aspetto che nessuno ha preso in considerazione è per esempio l’importanza dei percorsi musicali con gli allievi portatori di handicap, uno dei principali punti di forza di questi ultimi è la continuità, mentre per mesi non è stata possibile la frequenza in presenza nemmeno in questo caso.

In conclusione, mi pare doveroso un invito alle istituzioni, per la salvaguardia e la valorizzazione della cultura in ogni sua forma, è necessario ed urgente prendere coscienza del fatto che le strutture come le scuole di musica, sono posti sicuri, strutture in cui si seguono rigidi protocolli di sicurezza, in cui non vi è nessun genere di assembramento, che attualmente sono un settore fantasma, privo di identità e tutela pertanto un momento storico come quello che stiamo vivendo, potrebbe essere un’ottima occasione per cambiare le cose e rinascere insieme.