«Costi quel che costi a settembre la scuola deve ricominciare in presenza». Mario Draghi non ha dubbi e ne ha discusso anche ieri a Palazzo Chigi con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. I dati sui risultati della Dad, rimarcano a Palazzo Chigi, «sono catastrofici»: per il presidente del Consiglio dunque quella della didattica a distanza, nonostante tutti gli sforzi fatti negli ultimi mesi da studenti e professori, è un’esperienza che deve considerarsi chiusa e irripetibile.

I dati degli ultimi test Invalsi raccontano che i livelli di apprendimento degli alunni sono crollati. Anche con questo punto fermo il capo del governo sta avendo una serie di confronti per preparare il prossimo provvedimento sull’utilizzo del green pass: obbligatorio o meno, e con quali modalità, non solo nel mondo della scuola, ma anche del lavoro e dei trasporti, tre settori che sono rimasti fuori dalle misure previste nel decreto della settimana scorsa.

Dopodomani è previsto un Consiglio dei ministri, è possibile che i tasselli mancanti sulle modalità d’uso del certificato digitale saranno definite in quella sede, ma per il governo c’è comunque tempo sino al 6 agosto. E dunque possibile che tutto slitti alla prossima settimana. L’ipotesi di un’obbligatorietà del certificato vaccinale per i docenti al momento è solo un’opzione. Il ministro dell’Istruzione Bianchi ha detto al capo del governo che è aperto a qualsiasi soluzione, mentre i partiti hanno posizioni diverse. Sul punto sono favorevoli o possibilisti sia Forza Italia che il Partito democratico, mentre la Lega di Matteo Salvini e il Movimento Cinque Stelle sono contrari a rendere il green pass obbligatorio per tutti i docenti e il personale scolastico.

Non è nemmeno oggetto di discussione invece l’obbligatorietà per gli studenti.  «Le indicazioni del verbale del Cts del 12 luglio sono ambigue e rese sulla base di un presupposto — il raggiungimento del 60% di vaccinati tra il personale e la popolazione scolastica over 12 a settembre — ad oggi di incerta realizzazione», scrive il capo dei presidi, Antonello Giannelli, al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Due i nodi che, secondo Giannelli, dovrebbero essere sciolti per sottoscrivere il protocollo sulla sicurezza: il distanziamento, ma soprattutto l’obbligo vaccinale del personale scolastico, che i dirigenti sostengono, e su cui anche il ministro della Salute Roberto Speranza ha ammesso che «è in corso una valutazione». Ma quanto manca per parlare di rientro in sicurezza? Secondo Figliuolo quando riapriranno le classi ci sarà il 60% di over 12 vaccinati, e se si continua a questo ritmo entro il 30 settembre tutti i vaccinabili saranno stati raggiunti.

Riforma Giustizia, Draghi e Cartabia mediano

Il team Draghi-Cartabia scandisce le mosse sulla giustizia per portare a casa la riforma del processo penale. Da oggi a venerdì, quando è previsto l’approdo in aula alla Camera, il percorso sarà irto di ostacoli. Non se lo nascondo il premier e la ministra della Giustizia negli oltre 60 minuti di colloquio a palazzo Chigi. Entrambi hanno “trattato” per tutta la giornata con i grillini di Giuseppe Conte da una parte, ma anche con Forza Italia dall’altra. Il partito di Berlusconi vuole cambiare le regole dell’abuso d’ufficio, «per tutelare i sindaci e gli amministratori pubblici» come dice il coordinatore Antonio Tajani. Ma anche modificare le figure del pubblico ufficiale e dell’incaricato di pubblico servizio, con un’immediata ricaduta su tutti i reati di corruzione. Al punto che alla Camera, si è aperta la “caccia a quale processo” (magari dello stesso leader di Fi Berlusconi) potrebbe essere favorito da una modifica del codice penale che si applicherebbe ai dibattimenti in corso. Cartabia mette sul tavolo preoccupazioni e passi avanti. La Guardasigilli porta la prima bozza del possibile emendamento da presentare al neo leader di M5S. Un binario diverso per i processi di mafia o terrorismo. Con l’obiettivo di non farli rientrare fra quelli che si prescriveranno o che diventeranno improcedibili. E’ questo il punto di caduta della mediazione su cui stanno lavorando i tecnici di Palazzo Chigi e via Arenula.

Il tempo scorre e ci si avvicina alla data del 30 luglio quando la riforma del processo penale dovrebbe approdare nell’aula di Montecitorio. Dunque, occorre accelerare per rispettare il timing e le condizioni previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. I due, Draghi e Cartabia, lavorano così a quell’aggiustamento che possa tenere insieme i mal di pancia del M5S e la forza centrifuga opposta di Forza Italia e Lega.

Italia, forte rimbalzo del Pil

L’Italia è ripartita in modo robusto, spinta dal forte recupero dei servizi, dal rimbalzo dei consumi e dalla crescita che prosegue su ritmi stabili nell’industria, anche se si è indebolito il traino dell’export. Ma sulle prospettive pesano ancora alcune nubi che possono compromettere la ripresa: l’incertezza nell’Eurozona per i possibili effetti della variante delta Covid, gli Usa che si stanno assestando su ritmi di crescita meno elevati, i prezzi alti e la scarsità delle materie prime. È la fotografia scattata dall’ultimo rapporto del Centro studi Confindustria, che evidenzia «il rimbalzo del Pil forte nel 2° trimestre 2021, meno nel 3° e 4° trimestre».

A giugno si è irrobustita la ripresa per effetto dell’accelerazione delle vaccinazioni e delle minori restrizioni, ma l’aumento dei contagi a livello europeo registrato a luglio rischia di compromettere l’attività economica, specie nel turismo nel mese di agosto. Tutto ciò in un contesto caratterizzato dal forte recupero dei servizi nel 2° trimestre: a giugno l’indice Pmi che monitora l’andamento del settore dei servizi è salito ancora, a 56,7 punti (da 53,1 di maggio), e dovrebbe continuare a salire nel 3° trimestre. Circa secondo trimestre Csc evidenzia che gli ordini interni dei produttori di beni di consumo sono saliti di 6 punti e la fiducia delle famiglie, oltre i livelli pre-crisi, porta a spendere i risparmi accumulati in lockdown. Segnali positivi anche dall’occupazione: i contratti a tempo determinato sono sopra i livelli pre-crisi (a maggio +60 mila) ma sono ancora fermi gli indeterminati e va assorbito «l’eccezionale aumento di inattività (ancora quasi +400 mila)». I dati sui consumi elettrici confermano la ripresa: a giugno 27,4 miliardi di kWh, +1,9% su maggio +13,8% su giugno 2020. La spinta alla ripresa passa dagli Stati: in Italia varrà il 6% del Pil 2021, stima Csc. Ma i Recovery plan vanno prima approvati dalla Ue in tutta Europa.

Fisco, lotta all’evasione nel mirino

La lotta all’evasione mette nel mirino le nuove forme dell’economia. L’atto di indirizzo del Mef 2021-2023 raccomanda, infatti, di andare alla ricerca del sommerso collegato al mondo delle criptovalute e dell’economia digitale. Tenendo conto non solo dei rischi di riciclaggio ma anche di quelli di occultamento della base imponibile e di trasferimento di capitali all’estero. Massima attenzione, inoltre, al recupero delle perdite riportate fittiziamente in avanti da parte di soggetti che hanno già subito controlli.

Nell’atto d’indirizzo del ministro dell’Economia Daniele Franco spinta alla compliance e al recupero di perdite per chi ha già subito controlli. Intanto il decreto Sostegni bis, convertito in legge, fa tirare un sospiro di sollievo ai contribuenti vessati dalla pandemia, che vedranno rimodulati i termini entro i quali effettuare il pagamento delle rate sospese nel 2020 e mantenere i benefici della cosiddetta «Rottamazione-ter».

Mentre per le rate del 2021 c’è tempo fino al prossimo 30 novembre. Quanto alla sospensione delle attività di notifica delle nuove cartelle esattoriali, 60 milioni di nuovi atti tra avvisi, solleciti, altre competenze dell’Agenzia delle entrate e riscossioni, la legge congela l’invio fino al 31 agosto. Ma non si esclude che a settembre si possa innescare un ingorgo dovuto allo stand by dei versamenti. Inoltre l’istituto diretto da Ernesto Maria Ruffini sospende anche le procedure cautelare esecutive di fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti sempre con termine 31 agosto. Si tratta di misure necessarie urgenti, connesse all’emergenza sanitaria, per favorire il lavoro e la ripartenza di imprese e professionisti che vedranno un aggiustamento temporale dei termini di pagamento.