Scuola, a Bologna studente protesta facendo DAD fuori dal proprio liceo

Vogliamo fare didattica in presenza, serve una data certa per il rientro.

Fra tutte le incertezze che stiamo vivendo, una tematica in particolare pare essere considerata meno importante, quella legata alla scuola. Così uno studente quattordicenne bolognese, da giorni manifesta il proprio dissenso frequentando le lezioni in DAD al freddo, seduto davanti all’ ingresso del Liceo Classico Minghetti in pieno centro storico.

“Vogliamo una data certa di rientro a scuola, ci sentiamo presi in giro”

Cosa ti spinge a fare DAD al freddo davanti al tuo liceo?

Sto facendo una protesta perché ciò che ci viene promesso non viene rispettato. Ci avevano detto che saremmo tornarti in presenza al 50% il 7 gennaio, salvo poi dirci che saremmo tornati l’11 gennaio, ritrattando nuovamente slittando al 25 gennaio.

Questa notizia mi ha fatto e sentire male psicologicamente ed ho capito che non avrei potuto accettare questa cosa, quindi da sabato scorso (11 gennaio) ho cominciato a frequentare quotidianamente la didattica a distanza al freddo davanti all’ ingresso del mio liceo. Il mio obiettivo è quello di mandare un segnale, voglio che si abbia la percezione che gli studenti in questo momento non hanno voce e vengono  trascurati.

La mia protesta non nasce dall’idea di far rispettare il mio diritto allo studio che, secondo molti docenti è già di per sè rispettato attraverso la didattica a distanza. La DAD soddisfa parzialmente il nostro diritto allo studio, ma non soddisfa per nulla il nostro diritto alla scuola. La scuola è molto più dello studiare, e il diritto di frequentarla è molto più rispetto al ricevere un’istruzione, significa poter studiare in una comunità fatta di compagni, docenti, collaboratori scolastici ecc..

Solo attraverso l’insieme di queste figure è possibile acquisire competenze che la didattica a distanza non potrà mai trasmettere, come la capacita di organizzarsi e di cooperare all’interno di una comunità e lo sviluppo del proprio io in relazione costante con gli altri.

Questa forma di didattica è funzionale unicamente al garantire il diritto al lavoro degli insegnanti e quello allo studio ai ragazzi, senza però avere nessun altra tipologia di stimolo, mettendo a dura prova la propria forza di volontà.

Per quanto tempo pensi di fare DAD in questa modalità?

Il mio obiettivo è di continuare finché me la sentirò, finché sentirò che è la cosa giusta da fare per me. Continuerò a farlo finché mi consentiranno di farlo, andrò avanti ad oltranza.

Come si sente uno studente del 2021 ai tempi del COVID e della DAD?

Sicuramente esistono diverse topologie di studente, ci sono quelli che beneficiano della didattica a distanza, ma ne sono scontenti; alcuni non ne beneficiano nemmeno.

Se dovessi esprimere più in generale lo stato d’animo degli studenti che conosco, direi che ci sentiamo prevalentemente presi in giro. Ci sentiamo in dovere di far vedere il nostro diritto di opinione e che non siamo considerati come i cittadini del domani, ma semplicemente come supplemento alla società di oggi, come fossimo un accessorio.

Cosa vorresti che facessero le istituzioni?

Non pretendo un ritorno in presenza immediato, sarebbe prima di tutto irresponsabile ed in secondo luogo infattibile. Voglio tornare a scuola anche parzialmente, magari fra un mese, non mi importa quanto tempo ci vorrà, ma voglio tornare con la consapevolezza di un rientro definitivo, con delle regole chiare e nella massima sicurezza per tutti. Credo siano necessarie delle misure di sicurezza tali da permettere agli studenti di frequentare anche parzialmente gli istituti, ma di non dover tornare alla DAD al 100% dopo meno di una settimana dalla riapertura.

So che sei stato criticato e attaccato sui social, come hai reagito?

Ho letto molti commenti, alcuni piuttosto grossolani e sgrammaticati al punto che mi hanno fatto sorridere, credo fossero un po’ “la cartina di tornasole” dell’utenza media di Facebook in Italia. Purtroppo ho riscontrato altri commenti invece scritti con l’evidente intento di fare del male. Ci tengo a smentire la narrazione di alcune persone che sostengono che io sia guidato da un non meglio identificato partito politico, non dipendo da alcun partito e non simpatizzo per nessuna organizzazione politicizzata.