È scontro aperto sulle riaperture dopo Pasqua. Matteo Salvini insiste nel sostenere che non possa essere esclusa ogni riapertura per l’intero mese di aprile. Il tema diventa centrale nel dibattito politico, con il neo segretario del Pd Enrico Letta che attacca la Lega: “Sono in difficoltà”. Ma Salvini non cambia posizione e con un lungo post su Facebook spiega che, sulla base dei contagi e delle curve dell’epidemia, sarebbero possibili alcune riaperture, facendo intendere che possano esserci margini di manovra politica e che lo stesso premier Draghi non sarebbe entusiasta di una chiusura generalizzata prolungata per un altro mese.

La posizione del ministro della Salute Speranza però rimane molto prudente: “Non mi interessano le schermaglie politiche. Sulla salute delle persone non si fanno pasticci o mediazioni al ribasso. Tutti vogliamo riaprire, ma non dimentichiamo mai che vincere la battaglia sanitaria è la premessa per ogni ripartenza del Paese”.

Il sottosegretario alle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio (Lega), insiste: “Così si mette in ginocchio il Paese. Si riapra dove c’è meno contagio. Salvini sta portando all’attenzione il sentimento dell’opinione pubblica. Tutti mi chiedono: ma aprite o no? Serve una vera programmazione”. “Stiamo cercando di far capire al premier – ha aggiunto nell’intervista rilasciata al Messaggero – che le chiusure indiscriminate non sono la soluzione. Si lavori subito ad un piano di riaperture, prestando ascolto al mondo delle imprese e del lavoro. La situazione sta diventando insostenibile. La gente si sta arrabbiando, non bastano gli aiuti. Servono interventi chirurgici”.

Intanto sul fronte della campagna vaccinale, il commissario Figliuolo conta di raggiungere quota 300 mila somministrazioni quotidiane grazie alla maxi consegna di fiale in arrivo entro il 3 aprile.

Scenario politico

Beppe Grillo spiazza i parlamentari M5S e nel corso di un’assemblea dei gruppi parlamentari conferma la regola dei due mandati, scatenando il panico tra gli eletti pentastellati: i più maliziosi vedono un disegno del garante e di Conte per sbarazzarsi dell’attuale classe politica “che ha permesso all’ex-premier di arrivare dov’è”. Ma secondo alcuni rumors, l’ex premier sarebbe all’oscuro di tutto. E si studiano le contromisure: c’è chi vorrebbe fare una raccolta firme di deputati e senatori per stoppare il garante, c’è chi auspica invece uno sciopero delle restituzioni.

Intanto nel Pd Marianna Madia sostiene che nel partito a decidere incarichi e ruoli femminili sarebbero come di consueto i capicorrente uomini. Sarebbe accaduto giovedì con l’avvicendamento tutto interno agli ex renziani tra Andrea Marcucci e Simona Malpezzi alla guida dei senatori, si potrebbe ripetere alla Camera martedì, quando i deputati dovranno eleggere la nuova capogruppo, ovvero Debora Serracchiani, la presidente della commissione Lavoro appartenente alla stessa area dell’uscente Graziano Delrio.