San Valentino “amaro” per il mondo della ristorazione e non soltanto. Il divieto di cenare insieme non solo rovinerà la serata a 2,5 milioni di coppie, per lo più giovani e giovanissime, ma peserà per altri 230 milioni di euro sui conti di un settore già in ginocchio da ormai un anno. E’ quanto stima Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, a due giorni dalla ricorrenza sottolineando come “non ci sarà alcun beneficio sul piano della sicurezza sanitaria perché i giovani di certo non rinunceranno ad incontrarsi. Con i ristoranti aperti, non solo avrebbero potuto passare la serata nel modo che da sempre è il più consueto, ovvero a tavola, ma lo avrebbero fatto in assoluta sicurezza senza dover girovagare in strada alla ricerca di qualche soluzione di fortuna” segnalano gli operatori del settore.

Intanto l’ultima analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento all’andamento della pandemia, su dati Eurobarometro, segnala che l’emergenza Covid ha avuto un impatto sulla situazione economica di quasi 1 famiglia su 2 in Italia con conseguenze sui consumi e sulla qualità di vita. Una situazione che – evidenzia Uecoop – continua a pesare sulle possibilità di ripresa del Paese e sulle aspettative di famiglie e imprese con il 30% degli italiani che pur non avendo sofferto fino a oggi riduzioni nel proprio reddito pensa però che succederà nel prossimo futuro e solo il 16% prevede che non ci saranno cambiamenti nella propria situazione

Uno scenario nel quale si inserisce la fine del blocco dei licenziamenti a marzo con un milione di posti di lavoro a rischio dopo un calo – sottolinea Uecoop – di quasi l’11% delle spese delle famiglie e la chiusura di oltre 390mila attività. Secondo il 65% delle imprese bisognerà aspettare almeno la seconda metà del 2021 per una ripresa dell’economia italiana mentre una quota minoritaria di ottimisti (14%) pensa che il Paese possa ripartire già entro il primo semestre dell’anno.

Per questo, continua Uecoop, saranno strategiche le scelte dei prossimi mesi. “Siamo a un punto di svolta per rifondare l’Italia su basi più solide” ha sostenuto Gerardo Colombo, presidente dell’Unione Europea delle Cooperative (Uecoop) in occasione dell’incontro con il presidente del Consiglio Incaricato Mario Draghi. “Le quasi 80mila cooperative che da Nord a Sud garantiscono al Paese servizi e occupazione – afferma Colombo – devono essere messe in condizione di operare al meglio con una riforma della pubblica amministrazione che punti a maggiore efficienza e minore burocrazia, con una semplificazione fiscale che rispetti la progressività indicata dalla nostra Costituzione e con una legge sull’equo compenso che riduca al minimo i rischi di sfruttamento nel mondo del lavoro”.