“Quando ci sarà un governo di centrodestra, scelto dalla maggioranza degli italiani, metteremo mano alla giustizia. La stragrande maggioranza dei magistrati è composta da donne e uomini di valore e liberi, che non ne possono piu’ di correnti, favori e raccomandazioni. Senza una profonda riforma della Giustizia, l’Italia non sarà mai un Paese davvero libero e moderno“. Così il leader della Lega Matteo Salvini intervistato dal Giornale, dove si dice soddisfatto e fiducioso dopo la richiesta del pm di non luogo a procedere per il caso Gregoretti.
Con il premier Draghi, dice, “stiamo imparando a conoscerci, il rapporto è diretto e leale, di fiducia e collaborazione. Parlano i fatti. Il governo è partito da poco, ma vedo il bicchiere mezzo pieno: certo, non basta. Mi aspetto per aprile un nuovo decreto, scritto ad hoc per le imprese, che non potrà essere inferiore ai 50 miliardi“.
La questione riaperture: “Le chiusure da sole non bastano, ormai è evidente; dobbiamo moltiplicare gli sforzi per i vaccini, cominciando a produrli anche in Italia, e prepararci ad usare anche altri farmaci se funzionano, come lo Sputnik. Parlo di riaperture nelle città in cui la situazione sanitaria sia sotto controllo e in miglioramento da giorni. Ne ho parlato personalmente col presidente del Consiglio”, e “Draghi condivide la necessità di tornare il prima possibile ad una vita, ad una scuola, ad un lavoro normali“, aggiunge Salvini.
Il leader della Lega osserva che non si può più gestire la sanità con un approccio ideologico, valuta positivamente il lavoro del commissario all’emergenza Figliuolo e aggiunge che si stanno pagando ‘i ritardi dell’Unione europea e i troppi errori delle case farmaceutiche’. Poi si dice contento che il governo voglia cercare direttamente tutti i vaccini disponibili e che, aggiunge, ‘grazie al ministro della Lega Giorgetti ci sia l’intenzione di produrre farmaci anti-Covid direttamente in Italia’.
Infine, sulla legge elettorale maggioritaria e un’eventuale ipotesi di accordo con il leader dem Enrico Letta, Salvini fa presente che “il proporzionale ci riporterebbe ai riti della prima Repubblica; Letta condivide: la sera delle elezioni gli italiani hanno il diritto di sapere chi li governerà per i successivi 5 anni. Con Letta abbiamo anche condiviso l’idea che vanno disincentivati i cambi di partito e casacca“.










