Manca poco ai nuovi ristori per le attività più colpite dal covid. A quanto pare il denaro verrà divulgato in tre fasce per coprire fra il 10 e il 20% delle perdite subite dalle partite Iva fino a 5 milioni solo a gennaio e febbraio. Con un costo da 9,5 miliardi.

I dati emergono dalle bozze non definitive del nuovo decreto atteso in cdm fra mercoledì e giovedì. Ipotesi nuovo deficit con il Def. Intanto cambia ancora il calendario fiscale: ripartono le cartelle ma i pagamenti sono sospesi fino al 30 aprile, come i pignoramenti di stipendi e pensioni.

E ci sarebbe anche la cancellazione delle cartelle esattoriali comprese nel quindicennio 2000-2015, con sei diverse ipotesi allo studio. Quella minima prevede il condono sulle cartelle di importo fino a 3 mila euro, con un costo nel 2021 di 1,6 miliardi. Quella massima l’eliminazione di tutte. Le ipotesi intermedie passano per l’abolizione delle cartelle fino a 5 mila, a 10 mila, a 30 mila e a 50 mila euro. II grosso delle cartelle stanno sotto i 3 mila euro. In questa ipotesi, infatti, ne verrebbero cancellate 57,3 milioni su un totale di 70,5 milioni nei 15 anni considerati.

E poi una novità: le cartelle che, a partire da quest’anno, non verranno riscosse entro cinque anni saranno restituite dall’agente della riscossione al titolare (per esempio dall’Agenzia delle entrate al comune, se si tratta di una multa). Sono queste le coordinate della “pace fiscale”. Sulla spesa delle famiglie, poi, dal Sole 24 Ore si apprende che per i consumi a gennaio c’è una nuova caduta (-3%). Nel non food in area positiva ci sono solo le vendite di prodotti di elettronica di consumo, elettrodomestici e informatica. E trionfano le piattaforme dell’e-commerce. Per Confcommercio sono dati peggiori delle attese, servono ristori efficienti.