Il testo della riforma della giustizia c’è, ma resta alta la tensione. Al termine di una giornata convulsa arriva il sì del Consiglio dei ministri con il via libera del M5S sulla prescrizione. Il premier Draghi chiede lealtà in Aula e vuole che si approvi il progetto così com’è. La ministra Cartabia: «Un processo in cui tutti si riconosceranno».

Il testo finale del maxiemendamento che verrà presentato alla riforma Cartabia, già in discussione, prevede lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Ma concede solo due anni per il processo di appello e uno per la Cassazione. Poi non si potrà più procedere. E mentre il rapporto annuale di Bruxelles sullo stato di salute degli ordinamenti giudiziari dell’Unione torna a illuminare i severi ritardi che riguardano il nostro Paese, in modo particolare sui tempi dei processi, il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, avverte che ancora c’è molto da fare.

Ddl Zan, inizia discussione generale

Martedì prossimo il ddl Zan sarà in Aula, inizia la discussione generale. E le vie dell’ostruzionismo sono infinite: pregiudiziali, interventi in aula, emendamenti. Ce n’è in abbondanza volendo far slittare il disegno di legge a dopo l’estate, calcolando che da qui alla chiusura del Senato per il periodo di vacanza ci sono appena quattro settimane. E calcolando che nel frattempo Palazzo Madama ha diversi decreti da convertire in legge, alcuni di questi legati al Pnrr. Si comincia la discussione martedì pomeriggio in Aula con le pregiudiziali («sarò io a intervenire», ha fatto sapere Matteo Renzi). Dalle fila della Lega intanto c’è Matteo Salvini che preordina una mossa: una lettera aperta a tutti i parlamentari che sarà un appello al dialogo e avrà come titolo «Concentriamoci su quello che ci unisce». Segno che dal Carroccio sembrano comunque voler risolvere le cose, nonostante le malelingue, e portare la discussione sulla legge sulla strada del dialogo.

Sostegni bis, ecco le novità

La commissione Bilancio della Camera ha continuato l’esame del Sostegni bis, ma l’approvazione è slittata per le divergenze sui precari della scuola. Tra le novità, sui versamenti delle imposte delle partite Iva soggette a pagelle fiscali cambiano ancora le date: le imposte in scadenza il 30 giugno saranno dovute entro il 15 settembre senza mora. Svolta per le minipopolari. Ok alle misure sui costi per l’edilizia. Sul fronte degli aiuti, viene allargata la platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto. Si utilizzeranno 529 milioni risparmiati sui precedenti indennizzi riservati alle aziende con un fatturato fino a 10 milioni per estenderli a quelle con ricavi fino a 15 milioni. Inoltre, viene esteso alla cultura e spettacoli dal vivo il regime di decontribuzione. Novità anche sulle locazioni. Non dovranno pagare l’Imu per tutto il 2021 i proprietari soggetti al blocco degli sfratti per morosità.

G20, riforma tassazione al via

La riforma della tassazione delle multinazionali arriva all’ultimo passaggio politico, con un esito ormai scontato dopo l’accordo raggiunto il 1° luglio tra 130 Paesi in sede Ocse. Al termine, o quasi, di un lungo e accidentato percorso, il G20 a presidenza italiana, in corso oggi e domani a Venezia, darà luce verde alle regole che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero fermare la corsa a paradisi fiscali e giurisdizioni “benevole”: ovvero verso «il Paese dove si pagano meno tasse», per usare le parole del commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni.
Una mossa che i Venti Grandi hanno messo a punto per evitare che le multinazionali, come accade per Google e Facebook, nascondano la propria sede in Irlanda dove pagano il 12,5 per cento di tasse e di conseguenza non paghino nulla dove vendono e fatturano i propri servizi.