Riaprono le piste da sci. Si parte con Piemonte e Lombardia dal 15

Via libera alle piste da sci dal prossimo 15 febbraio. Dopo mesi di sofferenze tra i gestori, sembra che qualcosa stia ripartendo. Non del tutto però, perché le piste riapriranno solo ed esclusivamente nelle zone gialle. Inoltre, secondo le ultime indiscrezioni, quasi sicuramente verrà prorogato il divieto di spostamento tra regioni. Se ne discuterà oggi durante la Conferenza Stato-Regioni. Anche se con i confini chiusi, però, il mondo del turismo punterà su residenti e proprietari di seconde case. Un modo come un altro per ripartire, in totale sicurezza e soprattutto all’aperto dove si sa che il pericolo è ridotto all’osso.

A meno di improvvise retromarce del nuovo governo, la ripartenza avverrà da lunedì 15 in Piemonte e Lombardia. Poi toccherà al Trentino il 17 febbraio, dove la Provincia autonoma di Bolzano ha deciso di attendere la fine del carnevale prima di riaprire le piste, la Valle d’Aosta riaprirà il 18, mentre il Veneto deciderà oggi. “Stiamo preparando un’ordinanza sulla riapertura impianti sciistici, fermo restando che dobbiamo avere una conferma se si apre, dopo il parere del Comitato scientifico che poi deve prevedere un provvedimento governativo. E’ tutto legato al Cts e alle zone gialle, bisogna essere in area gialla per aprire, l’ordinanza regionale porta le linee guida e gli indirizzi. Il Dpcm scade il 15 febbraio, troveranno una soluzione, noi intanto provvediamo all’ordinanza”. A dirlo il presidente del Veneto, Luca Zaia nel corso del punto stampa covid presso la Protezione Civile a Marghera.

Resta in attesa, invece, l’Alto Adige, zona rossa almeno fino al 28 febbraio per la difficile situazione sanitaria.

Portata dimezzata sugli impianti, mascherina obbligatoria e soprattutto skipass contingentati, con un tetto massimo a quelli giornalieri, per evitare che si formino code e assembramenti, soprattutto al mattino. Stretta anche sui rifugi: solo distanti e seduti, niente servizio al banco. Le regole ci sono, anche se qualcuna diversa da regione a regione, e dovranno essere rispettate.