Riaperture: Salvini: “Vogliono lavorare”; Tajani: “Riparta ristorazione all’aperto”

Salvini Tajani

Le “rumorose” proteste di ieri del movimento “Io Apro” scuotono il mondo della politica e chiedono di fare di più per ristabilire un ordine sociale che inizia a mancare a causa delle chiusure stringenti e degli inefficaci ristori. La gente non ne può più e Draghi lo sa bene. Sembra saperlo meno il ministro della Salute, Roberto Speranza, che rifiuta di recepire i messaggi e continua a chiedere chiusure. Il covid c’è, esiste. Lo sanno bene i ristoratori e gli imprenditori in generale che ieri hanno manifestato. Ma non ci stanno a passare per gli “untori del Paese”.

Matteo Salvini invita alla calma, non partecipa alle proteste ma spiega di aver sentito quegli imprenditori e, dice, “ci saranno a breve incontro con i ministri della Lega”. Un’apertura, finalmente. Il leader della Lega apre qualche spiraglio di speranza ed esprime comprensione: “Vogliono lavorare”. Salvini non rinuncia a fare pressing sulle riaperture e ricorda di aver parlato con il premier la scorsa settimana: “Draghi condivide la necessità di tornare il prima possibile ad una vita, ad una scuola, ad un lavoro normali”. “Laddove la situazione sanitaria sia sotto controllo – dice Salvini – bisogna riaprire già da domani”.

È il centrodestra a chiederlo. Anche Forza Italia si muove in questa direzione e annuncia un piano per le riaperture i cui primi passi si potrebbero compiere già la prossima settimana. Lo spiega in una intervista al Giornale il coordinatore nazionale Antonio Tajani. Per Tajani è già tempo di parlare di riaperture: “Assolutamente. Il mio partito sta infatti elaborando un piano che vorremmo presentare al premier al più presto. Se possibile anche in questa settimana. Noi ci muoviamo soltanto in base al verdetto offerto dai numeri della pandemia. Proprio per questo pensiamo si debba fare una verifica della situazione entro il 20 aprile per vedere dove poter far aprire le attività, magari già da fine mese”. “Partendo ovviamente dal presupposto che la campagna vaccinale proceda spedita – prosegue Tajani – chiederemo di far ripartire almeno la ristorazione all’aperto. Magari anche di sera, rispettando ovviamente i tempi del coprifuoco. Gli scienziati hanno detto che il virus non si diffonde con facilità all’aperto dunque potremmo chiudere strade e piazze, trasformandole in isole pedonali a numero chiuso per evitare assembramenti e consentire ai ristoratori di lavorare in sicurezza”.

“Se il piano vaccini segue il suo corso – sottolinea – a inizio giugno saremo in grado di riaprire anche il settore del turismo nelle aree tornate a tingersi di giallo. Noi di Forza Italia abbiamo già detto che voteremo a fine mese a favore del passaporto vaccinale Ue nella sede del parlamento europeo. Ma si possono fare molte altre cose come adattare, a esempio, il modello andaluso di garanzia per i turisti in arrivo. Bisogna incentivare il turismo e garantire non soltanto il viaggiatore ma anche la struttura ricettiva. Basta una copertura assicurativa. Che gli consenta di avere il rimborso dell’anticipo se rimane contagiato entro cinque giorni dalla partenza. Oppure garantendo il rimborso del valore residuo del soggiorno se si contagia durante la vacanza. Una copertura assicurativa che includa anche spese mediche (fino a un valore di duemila euro) e spese per la sanificazione degli ambienti (mille euro)”. Quanto alle manifestazioni di piazza, il coordinatore azzurro osserva: “Siamo qui proprio per riparare i ritardi e le incongruenze di chi ci ha preceduto. Ma non si ricorre mai alla violenza. I violenti in piazza a Roma non hanno niente a che fare con le partite Iva. Alle forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti va tutta la nostra solidarietà”.

Bisogna “dare segnali di speranza a ristoranti, bar e palestre”. Lo afferma il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che è anche il nuovo presidente della Conferenza delle Regioni, su La Stampa dove fa presente che le riaperture già in aprile sono “una scelta che compete al governo, non alla Conferenza delle Regioni. Noi proponiamo delle Linee guida”. Per esempio – osserva Fedriga – “le consumazioni in un ristorante, se le fai all’aperto con il giusto distanziamento, riducono drasticamente la diffusione del virus. Oppure, una lezione individuale in una palestra non è detto sia fonte di focolai”. “Sono scelte che deve fare il governo ma penso che piccoli segnali di speranza sia utile darli il prima possibile – rileva – non stiamo parlando di aperture tout court. Capisco serva la prudenza, ma segnali di speranza è utile darli”.