Come regioni “abbiamo fatto una proposta ed io personalmente ho invitato il Governo a dare un ‘segnale’, con una fase che ho definito non a caso di ‘sperimentazione’ – e quindi anche prima della scadenza del decreto in vigore (30 aprile ndr) – per i ristoranti all’aperto e il ritorno in palestra per lezioni individuali. La gradualità deve servire a muoversi, non dobbiamo né avere paura di riaprire né farlo senza tener conto che il virus circola ancora tra noi. Ma pensane di risolvere mantenendo i cittadini chiusi in casa rischia di provocare danni peggiori e mi riferisco anzitutto alla salute, alla diffusione dei contagi”. Lo afferma Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, da una settimana alla guida della Conferenza delle Regioni, in una intervista al Sole 24 Ore.
“Se i parrucchieri vanno nelle case anziché esercitare nei loro saloni con la mascherina, se le persone fanno le cene nelle case invece di andare in un ristorante con obbligo di distanziamento certo il rischio contagio aumenta – sottolinea -. Anche per questo la curva si piega lentamente”. “La proposta di linee guida che abbiamo inviato al Governo – aggiunge – rappresenta una risposta concreta che indica una prospettiva ai cittadini. Rispetto a un anno fa l’insofferenza è cresciuta esponenzialmente. Non abbiamo a che fare con delinquenti ma con persone esasperate: compito di chi governa è farsi carico anche di questa esasperazione“. E sui colori “vogliamo che siano aderenti alla situazione reale. Va bene inserire il numero dei vaccinati ma deve essere in rapporto alle adesioni. Altrimenti Il rischio è che una Regione virtuosa che vaccina tutti i cittadini che aderiscono alla campagna vaccinale sia penalizzata perché alcune persone non vogliono vaccinarsi”.










