Dopo il decreto Semplificazioni, adesso tocca alle norme sul reclutamento. In settimana il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta presenterà prima ai sindacati e poi in Consiglio dei ministri il decreto con le norme sulle assunzioni degli esperti per l’attuazione del Pnrr, ma anche per il miglior funzionamento dei concorsi, la digitalizzazione e l’organizzazione degli uffici pubblici. Un piano di norme che include anche lo sblocco del salario accessorio, da lungo tempo chiesto dai sindacati, al fine di costruire un sistema di “premialità a fasce” che permetta di riconoscere i meriti dei dipendenti che collaborano alla realizzazione degli obiettivi fissati dalle amministrazioni.
«Serviranno decine di migliaia di ingegneri, informatici, responsabili gestionali» ha annunciato sabato sera in tv Brunetta. Il cui obiettivo è garantire massima trasparenza ma anche procedure molto rapide, «per fare le opere nei tempi previsti dall’Europa, altrimenti non ci darà i soldi». La conta dei fabbisogni è in corso: al ministero dell’Economia andranno 350 unità di personale dirigenziale (da assumere per un minimo di 36 mesi a 50mila euro l’anno), per potenziare gli uffici della Ragioneria generale. Il ministero dell’Innovazione digitale, per mettere in piedi il suo «Transformation office», farà richiesta di 350 addetti, circa 200 il ministero per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili chiamato a sua volta a fornire assistenza tecnica a tutta la filiera che si occupa di Pnrr.
Covid, verso l’uscita dall’emergenza
A distanza di sette mesi e mezzo si registrano 44 vittime per Covid: la triste contabilità di decessi dall’inizio della pandemia si aggiorna a 126.046. E’ però un altro segnale che stiamo uscendo dall’emergenza, complice l’accelerazione sul piano vaccinale che ha appena messo in sicurezza oltre 11,7 milioni italiani con doppia dose. Oggi è atteso il responso dell’Aifa su Pfizer tra i 12 e 15 anni. Dopo il via libera dell’Ema non dovrebbero esserci sorprese. Servirà anche per far riaprire in sicurezza le scuole da settembre.
Il piano delle inoculazioni ormai è a pieno ritmo: la settimana che si sta aprendo si gioverà delle 8,5 milioni di dosi arrivate alle Regioni. A giugno ne sono previste altre 20 milioni, realisticamente 5 milioni a settimana.
Conte, altolà a Di Maio sulla prescrizione
Secondo Giuseppe Conte il dibattito scatenato dal mea culpa di Luigi Di Maio sta scivolando verso un grosso fraintendimento. Perché un conto è prendere le distanze dalla gogna mediatica verso indagati, imputati, condannati, un altro pensare che il M5S possa abbandonare principi e battaglie sulla giustizia che lo caratterizzano da sempre. Il clamore suscitato dalle parole di Di Maio dopo l’assoluzione dell’ex sindaco di Lodi Simone Uggetti e il gelo di una fetta di parlamentari e attivisti storici hanno convinto Conte a uscire con un lungo post per chiarire meglio lo spirito che guida il «nuovo Movimento».
«In questo nuovo corso, riconoscere come errori alcuni toni e alcuni metodi usati in passato – come ha fatto Luigi Di Maio – vuol dire segnalare, anche all’esterno, alcuni fondamentali passaggi di questo importante processo di maturazione collettiva». Ed ecco lo stop a chi pensa di cambiare pelle: «Il Movimento sta maturando, certo, ma non archivierà la forza e il coraggio delle sue storiche battaglie per cambiare il Paese. Saremo una forza aperta, accogliente. Ma anche intransigente».










