Nuovo filone nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci, colpito dalla bomba del 16 ottobre 2025 a Campo Ascolano. Gli inquirenti hanno acquisito una mail del 29 giugno in cui il giornalista anticipa a Valter Lavitola, indicato come mandante dell’attentato, i contenuti di un’intervista poi uscita sul quotidiano zimbabwese The Standard. Nel testo, rivelato dal Tg1, Ranucci scrive: «Poi con calma mi devi mandare i dati del corruttore millantatore».
La cronologia insospettisce i pm: il 30 giugno scattano gli arresti degli esecutori dell’attentato, il 4 luglio i carabinieri perquisiscono Lavitola, il 5 luglio esce l’intervista, subito dopo rimossa dal sito. Nel colloquio Ranucci parlava di un’inchiesta di Report su imprenditori italiani truffati da un socio locale nel mercato dei crediti di carbonio, business su cui Lavitola aveva investito attraverso la società Future Awaits Holding, titolare di licenze su 96mila ettari in Zimbabwe.
Tra i soci coinvolti negli affari africani figura anche Gomes Clesio Tavares, oggi indicato come organizzatore dell’attentato. Tramite il legale Roberto De Vita, Ranucci ha spiegato che Report si occupava già in passato di carbon credit.
Sullo sfondo riemerge anche l’ipotesi di una discesa in politica di Ranucci: Open ha rivelato un sondaggio Swg in corso su di lui, con una domanda che recita: «Prima della vicenda con Lavitola sì, ora non più». Il giornalista aveva già smentito: «Non ho progetti politici in mente».










