“Punto di Vista”: quali i “giusti” criteri di ammissione ad una scuola superiore di secondo grado?

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In questo “Punto di Vista” focalizziamo l’attenzione sulle iscrizioni alle prime classi delle scuole; è terminato infatti da poco tempo il periodo utile per iscrivere i bimbi ed i ragazzi alle scuole statali di ogni ordine e grado, dalla primaria, alla secondaria di primo e secondo grado.

Mentre per i piccoli studenti della primaria di solito, anche se non sempre, si privilegia la scuola di prossimità, per ovvie ragioni di comodità e per consentire ai giovani alunni di allungare il tempo del sonno (ed evitare i capricci all’alba), già dalla scuola secondaria di primo grado molti si trovano a dover scegliere la scuola anche fuori zona, soprattutto quando nelle vicinanze non si ha un’offerta che soddisfi.

Arrivati alla scuola secondaria di secondo grado gli adolescenti che non abitano in città sono disposti ad affrontare il disagio di percorsi talvolta lunghi e del trascorrere anche parecchio tempo sui mezzi pubblici, pur di poter frequentare la scuola che hanno scelto.

Anche perché in alcuni casi nelle vicinanze della loro residenza non ci sono offerte che rispecchino i loro desideri di studio, quindi risulta più che motivato lo spostamento.

Relativamente alla scuola secondaria di secondo grado, dai dati forniti dal Ministero dell’Istruzione, quest’anno è stato “boom” di iscrizioni per il liceo scientifico, con una percentuale del 26.9% di adolescenti che lo hanno preferito agli altri indirizzi.

Dalle notizie di questi giorni, ad esempio a Milano potrebbe essere che non ci sia posto per tutti quelli che hanno richiesto di essere ammessi alle strutture statali ed i vari licei adottano criteri talvolta anche curiosi, per scegliere chi merita di frequentare e chi no.

Si passa dal legame di parentela (ovvero se qualcuno della propria famiglia è già frequentante) a quel che è peggio… ancora la residenza vicino alla sede della scuola!

Quindi chi abita in prossimità del liceo ha più probabilità di essere ammesso rispetto a chi risiede a vari kilometri…

Non sarebbe forse più corretto dare maggior peso alla meritocrazia? Abituare le giovani generazioni al merito forse porterebbe ad un Paese migliore…

Non sarebbe forse meglio piuttosto ammettere sulla base delle conoscenze acquisite?

E una struttura statale non dovrebbe essere aperta a tutti, indipendentemente da dove si risiede, se in zona o meno?

Pensavo fosse solo un retaggio di parecchi anni fa, invece ancora oggi nel 2021 ci si trova di fronte a scelte discutibili…

Voi che ne pensate?

E al prossimo Punto di Vista!