L’annunciato scioglimento e il dietrofront, così come le successive dimissioni da rappresentante dei portuali in sciopero, dipenderebbero da un tentativo di Puzzer di destreggiarsi tra le due frange della protesta, una delle quali sarebbe determinata ad andare avanti fino all’abolizione totale del green pass.
“Il presidio continua fino al 20 e non si molla”, scrivono i portuali del sindacato Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste (CLPT) nella rettifica al comunicato il cui contenuto, la sera prima, lasciava intendere la fine della manifestazione. Contrari al blocco anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno invocato la liberazione del porto. Anche la prefettura e l’Autorità Portuale riterrebbero non più tollerabile l’occupazione del varco 4 : un intervento delle forze dell’ordine.
Stefano Puzzer, il leader della contestazione no green pass al porto di Trieste, ha rassegnato le sue dimissioni dal Coordinamento dei lavoratori portuali dopo che nella giornata di sabato aveva annunciato lo scioglimento del presidio per poi fare retromarcia. “Non ritiro le dimissioni, il presidio continua” ha detto alla stampa per poi scoppiare in lacrime.










