«L’obbligo vaccinale non può essere attuato forzatamente come se fosse un trattamento sanitario obbligatorio, poichè sarebbe costituzionalmente illegittimo ed anche praticamente inattuabile, in quanto non si può inseguire la gente con una siringa in mano, strada per strada, comune per comune.

Ma l’obbligo può essere realizzato solo in maniera obliqua, con un sistema di sanzioni di due tipi: o di restrizione all’accesso a certi luoghi servizi/sospensione delle attività professionali, sancendo la necessità di dotarsi di un pass per svolgerle, oppure, in alternativa o in aggiunta, prevedendo le sanzioni amministrative pecuniarie. Quest’ obbligo relativo od obliquo, quando attuato con esclusioni di accessi/sospensioni di attività, è quello che chiamiamo green pass, che quindi non è altro che un modo di realizzare l’obbligo vaccinale» . Queste le parole del Professor Franco Carinci rilasciate a “La Verità”.

L’esperto di diritto al lavoro aggiunge: “non si può dire che non ci sia stata una limitazione della mia libertà per il fatto che la posso recuperare aderendo a un obbligo“.

Qualcuno di certo proverà ad appiccicare l’etichetta di no-vax al professor Carinci, ma lui giocando d’anticipo puntualizza: «È già un segno dell’isterismo che pervade il Paese il sentirmi quasi in dovere di premettere che sono vaccinato con doppia dose e disponibile
a ricevere la terza, nella mia condizione di ultraottantenne.

Il clima del dibattito è diventato indegno non solo di uno Stato democratico, ma di un Paese civile, dove è possibile arrivare ad ostracizzare chiunque esprima una idea diversa. L’esistenza di una minoranza è la migliore indicazione della salute della democrazia, in particolar modo quando si dimostra ostinata e disposta a tenere la testa alta in maniera non violenta, senza doverne per forza demonizzarne la motivazione».