«Quello che chiedo al nuovo governo: fate pochi provvedimenti e fateli giusti. Avete in mano la Ferrari dell’industria mondiale, possiamo far ripartire il paese insieme». A dirlo è il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. Sul fronte della ripresa «i dati degli Stati Uniti ce Ii sogniamo, però anche in questa fase di pandemia l’industria italiana ha dimostrato che c’è ed ha dato prova di essere un grande patrimonio e un grande asset del paese. Sarà difficile, dobbiamo lavorare tutti insieme».

Bonomi parla nel salotto di Bruno Vespa, a Porta a Porta. Ha davanti a sé, oltre ad altri ospiti, il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che ha ribadito l’impegno del governo ad andare avanti con i cantieri. Un elemento cruciale per il rilancio dell’economia: «Dobbiamo dare una spinta forte alle infrastrutture che sono un driver della ripresa e un patrimonio del Paese».

In un’intervista a Repubblica, la ministra per il Mezzogiorno Mara Carfagna parla invece di “risorse ingentissime” in arrivo per il Sud: «Il Sud ha davvero un’occasione storica e irripetibile. Siamo alla vigilia di una stagione senza precedenti, in cui verranno stanziate risorse mai viste prima tra Fondi strutturali europei e quota di cofinanziamento, Fondo nazionale di sviluppo e coesione, per un ammontare di circa 150 miliardi, al netto del Piano nazionale di ripresa e resilienza». «Sul Mezzogiorno occorre un’operazione verità ed è quella che col governo Draghi stiamo portando avanti. Finora, nel Pnrr la quota di competenza del ministro del Sud, “Inclusione e coesione territoriale”, ammontava a 4,8 miliardi mentre non esisteva un capitolo destinato. D’intesa col ministro dell’Economia Daniele Franco stiamo mettendo in evidenza tutti gli interventi e i relativi finanziamenti che sono destinati al Sud. Pensi che solo per quel che riguarda opere ferroviarie, manutenzione stradale e porti, il Mezzogiorno intercetterà investimenti pari al 50% del totale».

Bisogna passare da un Sud assistito, che rivendica risarcimenti per i torti subiti nel passato, a motore dello sviluppo. Ma lo strumento di sostegno al reddito è necessario. Tutti i Paesi europei ne hanno uno e con la pandemia non è pensabile condannare alla disperazione centinaia di migliaia di famiglie. Detto questo, bisogna anche restituire ai cittadini di quella metà del Paese pieni diritti costituzionali: alla sanità, all’istruzione, al lavoro e anche alla mobilità. La disparità nei livelli essenziali delle prestazioni, questa sorta di colpa per errata residenza, è una ferita intollerabile per la democrazia”, conclude Carfagna.