La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata a un anno e sei mesi nel processo con rito abbreviato per i fatti di piazza San Carlo. La sentenza di primo grado emessa oggi riguarda i fatti avvenuti in piazza a Torino lo scorso 3 giugno 2017, quando durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid si scatenò il panico, con un bilancio finale di due vittime e oltre 1.500 feriti. Lo scorso novembre, il pubblico ministero Vincenzo Pacileo aveva chiesto una pena di 1 anno e 8 mesi per la sindaca di Torino Chiara Appendino, 1 anno e 8 mesi per l’ex questore Angelo Sanna, 2 anni per l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana, 1 anno e 7 mesi per l’allora presidente di Turismo Torino (l’ente che organizzò l’evento) Maurizio Montagnese e 3 anni e 6 mesi per l’architetto Enrico Bertoletti, che si occupò di parte della progettazione dell’evento.
In un lungo post su Facebook, Chiara Appendino dice di provare “amarezza” per la condanna. La sindaca sottolinea di non avere intenzione di sottrarsi alle responsabilità, ma “è altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto – folle – di una banda di rapinatori”, aggiunge sostenendo che sul “difficile ruolo dei sindaci forse andrebbe aperta una sana discussione”. “Questa tragica vicenda mi ha segnato profondamente. Quei giorni e i mesi che sono seguiti sono stati i più difficili sia del mio mandato da sindaca sia della mia sfera privata, personale – aggiunge la prima cittadina -. E il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porterò sempre con me”. Appendino conclude dicendosi “fiduciosa di riuscire a far valere le nostre tesi nei prossimi gradi di giudizio”.
Come sapete, ho sempre cercato di comunicare con tutti voi in modo diretto e sincero.
E così vorrei fare anche in questo…Pubblicato da Chiara Appendino su Mercoledì 27 gennaio 2021
I fatti di Piazza San Carlo
Come ricostruito dagli inquirenti, il 3 giugno 2017 alcuni rapinatori spruzzarono dello spray al peperoncino tra la folla, provocando un fuggi fuggi generale. Molti dei presenti, in larga parte giovani, persero le scarpe, le borse, gli smartphone e cadendo sbatterono contro il tappeto di vetro creatosi con i cocci delle bottiglie vendute dagli ambulanti abusivi. La ferita più grave, Erika Pioletti, 38 anni, in piazza per vedere la partita insieme al compagno. La donna morì in ospedale dopo dodici giorni di agonia. La seconda vittima la 65enne Marisa Amato, rimasta paralizzata e morta il 25 gennaio 2019. Due i processi, con Appendino, Sanna e gli altri tre imputati che scelgono il rito abbreviato. “E’ mia intenzione – spiegò la sindaca – contribuire a favorire una più rapida conclusione del processo e la conseguente definizione delle responsabilità in sede giudiziaria. Naturalmente sono convinta che, qualunque sia l’esito in tribunale, nulla potrà lenire il dolore di chi ha perso una persona cara e, per tutta la nostra comunità cittadina, niente riuscirà a cancellare definitivamente il ricordo di quella tragedia”.
Altri nove imputati, che a titolo diverso presero parte all’organizzazione dell’evento, hanno scelto invece il rito ordinario, con il processo che è tuttora in corso.










