Il neo segretario del Pd, Enrico Letta, inizia a muovere le pedine. Ieri ha chiesto un incontro al premier Mario Draghi. Resta da capire a che gioco Letta sta giocando, quale sarà la sua vera impronta e quanto il segretario intenda stressare il rapporto con la Lega. II premier sa che il neo segretario ha da giocarsi una partita interna e che le elezioni amministrative sono alle porte, ma a lui preme l’urgenza del Paese, ossia la campagna vaccinale e la ripresa economica. «Ci sono difficoltà ma anche grandi opportunità», è stato il ragionamento di Draghi. Intanto sfuma per mancanza di accordo il blitz che già oggi, secondo i piani di Enrico Letta, avrebbe dovuto portare alla sostituzione dei capigruppo di Camera e Senato. Il segretario del Pd incontrerà i parlamentari Pd ma per votare le due donne che prenderanno il posto di Graziano Delrio e Andrea Marcucci bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

Governo: Meloni, Draghi in continuità con Conte

Al di là “di qualche nome cambiato qua e là, questo governo è in perfetta continuità col precedente. E non poteva essere altrimenti, visto che la maggioranza che lo sostiene è in larga parte la stessa del Conte II”. Lo dice la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera: “A bocciare tante scelte di questo governo non sono io, ma gli italiani”. Con gli alleati, “sono sicura che dopo questa parentesi ci ritroveremo per governare assieme il Paese. Semmai mi dispiace sentire da altri toni polemici verso di noi. Abbiamo fatto scelte diverse, io rispetto le loro e mi aspetto lo stesso”. Fdi ha ottenuto dal governo che fossero accolte alcune richieste, come la possibilità di vaccinarsi anche in farmacia o la priorità per i disabili, ma “su altri temi non si sono fatti passi avanti”. Per Meloni c’è continuità assoluta con il governo Conte sulla gestione della pandemia“. Fra gli altri temi dell’intervista, i rapporti con la Lega (“non ci stiamo allontanando”), le amministrative e il candidato per Roma: “Io voglio vincere. Nessun veto a nessuno, bisogna vederci (con gli alleati, ndr) e trovare la soluzione migliore”. Venendo alla richiesta da parte di Fdi della presidenza del Copasir “non lo pretendiamo perché’ siamo avidi di poltrone – spiega -. Ma qui è una questione di democrazia e legge: il Copasir è il comitato che controlla l’operato del governo sui servizi segreti, può mai essere che il controllore sia esponente della maggioranza del governo che deve controllare?”. Giorgia Meloni parla anche della sua telefonata ad Enrico Letta: “Proprio perché’ politicamente non faccio sconti, sul piano personale cerco di avere rapporti franchi e leali. A maggior ragione se il mio avversario è valido. Ho chiamato Letta per fargli un in bocca al lupo, è una persona con cui c’è rispetto reciproco, credo ci si possa confrontare civilmente sui grandi temi che riguardano tutti”. Ma “considero Letta un garante dell’attuale establishment europeo. E questo sarà tra noi terreno di scontro”. Così come “credo che Letta sia un elemento di continuità con il suo partito: rilanciare ius soli e voto ai sedicenni dimostra quanta lontananza ci sia dai problemi veri delle persone”.

M5S: Conte farà causa alla piattaforma Rousseau

Intanto nel Movimento 5 Stelle si consuma una guerra senza precedenti. Gli attori protagonisti sono Giuseppe Conte e Davide Casaleggio. Nell’ultima settimana l’ex premier ha messo in pausa il progetto del nuovo statuto e del futuro codice etico. Un lavoro che verrà presentato dopo Pasqua. Intanto Casaleggio è stato tranchant: prima di indire qualsiasi votazione online, dovranno essere pagati dagli eletti del M5S gli arretrati dovuti alla piattaforma, 450 mila euro. Pare che Conte abbia così rivestito i panni di avvocato e intenda  fare causa alla piattaforma Rousseau. La guerra entra nel vivo. Chi ne uscirà vivo è presto per dirlo. Forse nessuno.