Notte tranquilla per papa Francesco ricoverato al Policlinico Gemelli, la prima dopo l’intervento chirurgico cui è stato sottoposto ieri sera, programmato per una stenosi diverticolare del sigma, e al quale il Pontefice “ha reagito bene”, secondo il bollettino diffuso in tarda serata.

Il Papa, stando alle previsioni, dovrebbe restare al Gemelli per almeno cinque giorni, ricoverato al decimo piano dell’ala che ha già ospitato i ricoveri papali di Wojtyla. Al suo fianco ci sono due infermieri del Vaticano.

Venti milioni di immunizzati, “ma la sfida non è vinta”

L’Italia sta per tagliare il traguardo dei 20 milioni di immunizzati, “ma la sfida non è ancora vinta”, avverte il ministro della Salute Speranza. La campagna di vaccinazioni punta ora su teenager e over60 che non hanno ancora ricevuto la prima dose, per garantire l’avvio della scuola e un autunno in sicurezza, malgrado i prevedibili effetti della variante Delta. Il commissario Figliuolo rassicura sulla carenza di dosi: “sono sufficienti per procedere spediti nella campagna vaccinale”.

Joe Biden: “Il Covid non ancora sconfitto”. Maduro a Covax: “Mandateci i vaccini o restituiteci i soldi”

E intanto anche dagli Usa arriva il messaggio che indica che “il Covid non è stato ancora sconfitto”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden invitando i connazionali a vaccinarsi, “l’azione più patriottica possibile”, durante la festa nazionale americana. Tuttavia, ha sottolineato, gli Usa hanno “preso il sopravvento” sul virus che “non controlla più le nostre vite”. Biden si è detto comunque preoccupato per la rapida diffusione della variante Delta e per il basso tasso di vaccinazione in alcune regioni. In Sudamerica, invece, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha rivolto un ultimatum al programma Covax volto a garantire un accesso equo ai vaccini. “O ci mandano i vaccini o ci restituiscano i soldi”.

DDL Zan, le modifiche di Italia Viva che rendono felice la destra

O si trova una mediazione, o in Aula sarà il Vietnam. Lega e Italia viva sono d’accordo anche su questo, non solo sulle tre correzioni indispensabili per votare a favore del ddl Zan: segno di una consonanza tra i due Matteo che ormai travalica il merito del provvedimento, pronta a tradursi in una comune strategia parlamentare.

Se domattina, al tavolo dei capigruppo convocato per le 11, non si raggiungerà un compromesso sulle modifiche da apportare alla legge contro l’omotransfobia, nel pomeriggio i renziani diranno sì alla calendarizzazione nell’emiciclo del Senato, previsto per il 13 luglio, ma lì poi presenteranno i loro emendamenti — in larga parte coincidenti con quelli del centrodestra, con cui i contatti sono continui — e allora partirà una conta cruenta. Adesso sul disegno di legge Zan lo scontro è interno anche ai partiti del centrosinistra. Gli emendamenti presentati venerdì da Italia viva hanno fatto infuriare Pd, M5S e Leu, e fatto piacere a Lega e Forza Italia. Le modifiche del partito di Renzi, infatti, insistono sugli articoli 1, 4 e 7, gli stessi criticati dalla Lega e da FI. Anche la Lega ha fatto sapere di essere contenta di modifiche che aprono un dibattito su un ddl che appariva intoccabile, dibattito nel quale dieci giorni fa è entrato anche il Vaticano.

Francia, Mattarella in visita all’Eliseo

II presidente della Repubblica Sergio Mattarella è da ieri a Parigi per una visita di Stato in Francia, la prima all’estero dopo la pandemia. Nemmeno tre anni fa, i rapporti italo-francesi erano ai minimi storici ma le relazioni sono di nuovo eccellenti, tanto più ora che alla guida del governo c’è Mario Draghi, stimatissimo da Macron. Ma la Francia non dimentica. Mattarella viene tuttora considerato il garante dell’amicizia reciproca. Guarda caso, il suo primo viaggio di Stato dopo la pandemia cade proprio a Parigi.