Proveniente da Lallio, provincia di Bergamo, classe 1951, Paolo Agnelli, imprenditore di terza generazione, è Presidente del Gruppo Alluminio Agnelli. Si tratta di un’azienda leader nel settore dell’estrusione dell’alluminio e delle pentole professionali.

Dieci anni fa ha fondato Confimi (Confederazione dell’industria manifatturiera italiana), che conta 450 funzionari in 52 sedi con 45.000 aziende dagli 85 miliardi di fatturato aggregato. Tutte, grandi e piccolissime, saranno alle prese con il green pass obbligatorio da venerdì.

«Nelle aziende ci sono collaboratori che sono funzionali alla vita quotidiana dell’azienda, con anni e anni di esperienza, competenze, professionalità: come si pensa di poterli sostituire? Finirà che gli imprenditori pagheranno i tamponi, ma un conto sarà farlo per uno o due dipendenti, ma che succede quando tocca sborsare per decine di persone? Visto che il governo ci obbliga a controllare, mi aspetterei un rimborso». Queste le parole di Paolo Agnelli rilasciate a “La Verità”. L’imprenditore aggiunge: “rischiamo la multa dai 400 ai 1.000 euro per persona. Forse per un dirigente, o un quadro, 45 euro a settimana per farsi i tamponi possono essere sostenibili. Ma per un operaio, e di questi tempi, 180 euro al mese non sono pochi, anzi”. E sulla questione energetica aggiunge: “In un anno il mio gruppo spenderà 2,4 milioni di euro in più di prima, per energia elettrica e gas. Costi che posso riversare sui prezzi di profilati, tubi e lamiere, o sulle pentole, certo, ma questo andrà bene finché il cliente è disposto a pagare e non sceglie invece di importare da fuori.”