Nel giorno dell’udienza preliminare per la vicenda Open Arms con protagonista l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini sono tanti gli endorsement politici per il leader della Lega e per il suo operato.

Il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjarto ha espresso pieno appoggio a Salvini e alla sua politica di fermezza sui migranti. “Tutta l’Europa deve essere grata” all’ex ministro dell’interno italiano, che “ha salvato il suo Paese e ha salvato l’Europa” – ha scritto Szijjarto su Facebook. Il ministro ungherese ha sottolineato che Salvini ha cercato di “impedire la violazione delle frontiere europee e delle leggi europee”. “Grazie Matteo“, ha concluso Szijjarto in italiano.

Anche dall’Italia sono arrivate dichiarazioni per Salvini: “A Palermo la magistratura ha cose ben più serie da fare che giocare con la vicenda Open Arms – ha dichiarato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri -. I togati della città, per risolvere il problema devono semplicemente leggere la mia relazione al Parlamento. Non fu approvata per pregiudizi politici ed ideologici, ma nella mia relazione come presidente della Giunta delle Elezioni e delle Immunità c’è spiegato tutto. Il governo era coinvolto nella sua globalità nell’azione condotta dall’allora ministro dell’Interno Salvini. La Spagna aveva offerto l’approdo a Open Arms che lo ha immotivatamente rifiutato. Non c’è nessun processo da istruire. È evidente che la vicenda si concluderà con una archiviazione”. Gasparri giudica “risibili le costituzioni di parte civile di persone che hanno contribuito a creare difficoltà all’ordine pubblico in Italia. Quelli andrebbero semmai processati. Lo ribadisco, i togati di Palermo leggano la mia relazione che è basata su fatti inconfutabili e ne traggano le conseguenze archiviando la vicenda. Il resto è persecuzione, speculazione politica”.

Per il senatore di FI Francesco Giro “è incredibile l’indifferenza intorno alla vicenda che sta mettendo a rischio la libertà personale di Matteo Salvini. Dalle richieste di costituzione di parte civile al processo di Palermo si comprende che intorno al leader del maggiore partito nazionale si vuole far scattare una morsa che ne limiterebbe l’agibilità politica. Una indegnità istituzionale oltre che morale. Il centrodestra faccia sentire la sua voce in modo unitario e forte”.