Nuovo stop di Speranza allo spostamento tra regioni. Salvini: “Riaprire in sicurezza”

Roberto Speranza

Alle misure di tipo sanitario dovranno affiancarsi quelle di ristoro economico. E’ questa la strategia messa a punto dal governo guidato da Mario Draghi per combattere i contagi da Covid-19, ma anche per fare fronte alla crisi finanziaria causata dalla pandemia. L’Italia continuerà ad essere divisa per fasce di colore, ma i parametri per stabilire il livello di rischio potrebbero essere modificati già prima del prossimo Dpcm e si allargheranno le zone rosse lì dove emergono focolai causati dalle varianti del virus. Per ogni intervento — questo ha evidenziato la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini, al fianco del responsabile della Salute Roberto Speranza, all’incontro con i governatori convocato ieri sera — ci si muoverà dunque seguendo “il doppio binario delle misure di contenimento affiancate a quelle di indennizzo”.

Quello che è sicuro è che Draghi si muoverà con più tatto e, dice, non farà dpcm all’ultimo momento danneggiando le imprese (come era accaduto per la proroga della chiusura delle piste da sci a pochissime ore dalla loro riapertura).

Ci muoveremo in sintonia con gli altri Paesi”, ha assicurato il premier Draghi ai ministri incontrati dopo il G7 e con i quali sta mettendo a punto l’agenda in vista del Consiglio europeo di fine settimana. E Gelmini ha sottolineato la necessità di “soluzioni” da raggiungere con una “vera unità nazionale nel contrasto ad un nemico che purtroppo ha già fatto contare quasi 100mila vittime”. Sostenere l’occupazione. Allineare le competenze ai fabbisogni delle imprese. Immaginare un Paese che riparte con più giovani e donne al lavoro. Non c’è tempo da perdere. E il ministero del Lavoro accelera. Può infatti spendere già ora le risorse del React-Eu, uno dei programmi europei inclusi nel Recovery: 1,5 miliardi sui 9 miliardi totali per le politiche attive.

Ieri è stato il momento di decidere le nuove misure di contenimento, in una riunione tra il ministro Speranza, tutti i presidenti delle Regioni e con la responsabile degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini. Per Roberto Speranza “non è il momento” di allentarle, “non è il momento di superare il sistema delle fasce di rischio”. Insomma si prolunga di un altro mese il blocco degli spostamenti tra le regioni e quindi fino al 27 marzo, visto che la chiusura era prevista fino al 25 febbraio. Il governo è cambiato, ma l’approccio alla lotta al Covid-19 non cambia. Le Regioni hanno chiesto un cambio di passo nella distribuzione e nell’approvvigionamento. “Ci stiamo lavorando”, è stata la risposta. Alcuni di loro hanno poi lanciato la proposta di utilizzare le scuole già chiuse per Covid come hub per la vaccinazione degli insegnanti. Gelmini non ha acconsentito: “Tenere aperti gli istituti scolastici è una delle priorità del governo Draghi — ha spiegato — motivo per cui vi chiediamo di aumentare il numero delle vaccinazioni di maestri e professori”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, a Radio24 ha detto: “L’indicazione di un ritorno alla vita in serenità mi pare che arrivi da tutti. Il virus non è lo stesso dell’anno scorso, è chiaro che occorre essere sempre più precisi a livello territoriale ed è per questo che un lockdown nazionale o zona arancione nazionale non ha senso. Se ci sono realtà più colpite si intervenga ma non si possono penalizzare 60 milioni di italiani“.

C’è un’enorme voglia di ritorno alla vita – ha continuato Salvini -. Se ieri, tantissimi sindaci, anche di colore politico diverso, hanno chiesto la riapertura sera dei ristoranti, non lo chiedono perché sono matti, ma perché ci sono le condizioni per tornare a una vita quanto più normale possibile”. “Noi non chiediamo nulla nell’immediato al presidente Draghi sul Cts o su Arcuri ma è evidente che occorra un cambio di passo, meno comunicazioni da parte di virologi e consulenti. Occorre una voce unica per quello che riguarda il Cts. Per quello che riguarda Arcuri, lascio giudicare chi ci ascolta”, ha detto. “Se si può andare a pranzo in sicurezza, si può anche andare a cena in sicurezza. Palestre, teatri, cinema, piscine e impianti sportivi sono a totale prova di sicurezza e quindi io dico che potrebbero/dovrebbero riaprire“, ha concluso.

Il problema dei vaccini è invece evidente. Non arrivano. Servono più dosi. Il premier Draghi intende verificare con Bruxelles tempi e quantità dei vaccini. Probabilmente già oggi il presidente del Consiglio avrà una conversazione telefonica con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen anche in vista del consiglio Europeo che si terrà a distanza nel fine settimana e che ha al primo punto proprio la questione vaccinale.

E dall’Europa, intanto, arrivano nuovi endorsement sul governo Draghi. “L’Italia può diventare protagonista della rinascita europea”, dice in un’intervista a La Stampa il commissario europeo agli affari economici Paolo Gentiloni. C’è la percezione che, grazie a un “effetto Draghi”, il nostro Paese possa tornare a credere in “una nuova ricostruzione” e a giocare “un ruolo decisivo nell’Unione”. “Solo tra due anni l’Europa tornerà ai livelli del 2019, ma con un tasso di crescita medio del Pil inferiore di 4 punti rispetto a quello che ci aspettavamo” spiega. In queste condizioni, “dobbiamo stare molto attenti: ritirare troppo presto le misure di sostegno è più pericoloso che ritirarle troppo tardi”. Bisogna rendere i nostri piani di sostegno più mirati agli investimenti innovativi e “non sprecare un euro su attività improduttive, soprattutto nei paesi a più alto debito come l’Italia”. Il nuovo dogma deve diventare “la crescita sostenibile” e il nostro Paese può avere un ruolo cruciale, come Italia “finalmente virtuosa”, cioè “concentrata sulle riforme strutturali per una crescita sostenibile e meno disattenta alla dinamica del debito, all’instabilità finanziaria, allo spreco di denaro pubblico”. L’effetto Draghi “conta molto. E l’azione del suo governo, che va esattamente in questa direzione, è fondamentale perché’ ricrea fiducia nel Paese e aiuta a superare le eventuali resistenze degli altri Stati membri sui meccanismi di riforma del Patto”.  In Italia “occorreranno politiche di sostegno all’economia che non si traducano in debito permanente”.