Da oggi parte l’obbligo della certificazione verde per tutti i lavoratori. L’intero Paese è blindato per via di blocchi, manifestazioni e scioperi. Si teme una possibile paralisi di alcuni comparti con conseguente caos per il trasporto delle merci, mentre i primi ad annunciare lo stop sono stati i portuali di Trieste e il prefetto ha già fatto sapere che “lo sciopero non è autorizzato.”

Rimane la massima attenzione da parte del Viminale su possibili disordini. Il ministero, d’intesa con palazzo Chigi, ha dato indicazioni chiare agli apparati di sicurezza proprio perché la linea  non cambia: si va avanti con il green pass e su questo il Governo non intende cambiare idea.

Come riportato da Adnkronos a Trieste centinaia di persone sono radunate in manifestazione davanti al porto di Trieste. Le telecamere di Mattino 5 mostrano l’ingresso di alcune persone, in auto o in scooter, all’interno del porto attraverso i varchi: apparentemente, quindi, nessun blocco. “Alle 13.30 faremo una conferenza stampa. Siamo convinti della libertà di scelta per tutte le persone. Due persone su 10 sono contrarie al green pass? Due persone su 10 meritano di essere ascoltate”, dice Stefano Puzzer, portavoce dei portuali triestini, a Mattino 5. Il nostro non è un blocco: chi ha deciso di andare a lavorare, può andare tranquillamente,” aggiunge a Agorà. “Ci sono 800 lavoratori su 1000 sono all’esterno del porto per manifestare pacificamente, non giudichiamo nessuno e chiunque può andare a lavorare,” precisa.

Noi chiediamo l’abolizione del green pass, uno strumento economico e non sanitario che crea discriminazioni tra lavoratori e tra cittadini. Con tutta l’umiltà del caso, non cerchiamo nessuno scontro con il governo: cerchiamo un’apertura. Abbiamo chiesto la proroga per l’entrata in vigore del green pass perché ci facciamo portavoce di cittadini e famiglie in difficoltà. Chi prima non riusciva ad arrivare alla fine del mese, ora deve spendere 2-300 euro al mese per i tamponi.”