La polizia si presenta con gli idranti per sgombrare l’area del Porto di Trieste alle prime ore del mattino dai manifestanti contrari al green pass. Circa 300 i manifestanti presenti sul posto all’arrivo delle forze dell’ordine. Erano seduti, i no green pass. Urlavano frasi come “la gente come noi non molla mai” e “libertà”.

Come riportato da Nicola Porro sul suo sito ufficiale – la situazione è ancora in evoluzione. – La polizia ora difende il varco 4 mentre i manifestanti (diventati un migliaio) promettono una “resistenza passiva” ad oltranza. Questa mattina i portuali dopo l’intervento degli idranti si sono seduti in terra davanti ai camion e ai furgoni delle forze dell’ordine. Quando i poliziotti hanno cercato di alzare da terra chi era seduto, c’è stato qualche momento di tensione. Dopo i tafferugli, alcune persone sono state fermate. Due invece hanno avuto un malore e sono state trasportate in ospedale. Poi la situazione si è calmata e stabilizzata. Puzzer e i colleghi fanno quasi da cordone tra la polizia e i manifestanti per evitare ulteriori contatti.

I primi segni di scricchiolii nella tenuta della protesta si erano avuti nel fine settimana, quando si era aperta una crepa all’interno del Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste (Clpt) guidato da Stefano Puzzer. Buona parte dei portuali si erano detti “contenti” dell’attenzione ricevuta dal governo e dal parlamento dopo lo sciopero di venerdì e il presidio di sabato. Un comunicato aveva annunciato la fine delle ostilità, con il ritorno al lavoro degli oppositori della certificazione verde. Una parte di loro, compreso il dimissionario Puzzer, ha però continuato la mobilitazione. Contrari alla protesta ad oltranza anche Cgil, Cisl e Uil secondo cui il dissenso legittimo non può “impedire ad un porto e ad una città di continuare a generare reddito e prospettive per il futuro”.