No alla patrimoniale, a cominciare da quelle che già esistono, come l’IVIE!

IVIE

L’IVIE (Imposta sul valore degli Immobili all’Estero) è una tassa iniqua e incostituzionale, che contrasta con i principi fondamentale dell’Unione Europea. E’ stata introdotta dal Governo Monti nel Decreto Salva-Italia del 6 dicembre 2011. Spacciata come “l’IMU sulle case all’estero”, in comune con l’IMU ha solo l’oggetto delle tassazione e cioè gli immobili.

Infatti, a differenza dell’IMU, l’IVIE:

1) per la stragrande maggioranza degli Stati non si applica al valore catastale bensì al valore scritto nell’atto di acquisto o, in assenza di questo, al valore di mercato. Questo sistema confuso genera infinite contraddizioni e discriminazioni;

2) non corrisponde ad alcuna controprestazione da parte dello Stato italiano, dato che i servizi vengono forniti dai comuni stranieri in cui si trova l’immobile (e per questi servizi già si pagano le imposte locali come definite dalle leggi dei rispettivi Paesi);

3) riguarda le persone fisiche e non le società (i furbi che hanno intestato gli immobili a società fantasma, o a mezzo Trust, la fanno franca.

L’IVIE colpisce tutti i residenti in Italia che posseggono un immobile all’estero; questo significa che colpisce anche tutti gli italiani che, dopo decenni di sacrifici in un Paese straniero, hanno deciso di rientrare in Italia. Questi cittadini, onesti, si ritrovano a dover pagare, sulla loro casa all’estero, un’elevatissima e ingiustificata tassa patrimoniale allo Stato italiano. Colpisce inoltre anche tutti gli stranieri che vivono in Italia e posseggono una casa nel loro Paese d’origine, frutto di lavoro e risparmio in quel Paese e che pertanto nulla ha a che fare con l’attività svolta in Italia. A che titolo lo Stato Italiano pretende soldi da questi cittadini?