È un quadro ancora pieno di incertezze quello che viene descritto da autorevoli fonti diplomatiche europee in merito al negoziato di Roma con Parigi e Berlino su un meccanismo di solidarietà in materia di immigrazione per far fronte agli arrivi annunciati nei mesi estivi. La chiave per l’intesa è che il nostro Paese si mostri «più disponibile e flessibile» nelle trattative sul Patto sull’Asilo, al palo da mesi sull’aspetto centrale dell’equilibrio tra solidarietà e responsabilità.
L’atteggiamento dell’Italia e degli altri Paesi del fronte Mediterraneo negli ultimi mesi viene descritta come «poco costruttivo». I volontari si contano letteralmente sulle dita di una mano: l’Irlanda si è detta disposta ad accogliere 10 migranti, la Lituania altrettanti e il Lussemburgo due. Stop. Ma il dato politicamente rilevante è che nelle ultime ore si sono arenate le trattative con la Germania e la Francia per istituire un meccanismo temporaneo di redistribuzione. Parigi e Berlino si stanno chiamando fuori perché non intendono accettare un sistema automatico per il trasferimento dei migranti sbarcati in Italia.
Salvini: “Danimarca, Spagna, Francia e Germania fanno da soli. Facciamolo anche noi”
Immediata la replica del leader della Lega, Matteo Salvini: “Il governo danese ha approvato norma per cui i richiedenti asilo stanno a casa loro, il parlamento tedesco ha deciso che chi sbarca in Italia rimane in Italia. Spero che si prenda atto del fatto che dobbiamo fare da soli e dobbiamo fare bene”.










