Il leader della Lega non intende sostenere un aumento delle tasse a danno dei cittadini, anche perché Draghi si presentò non una vita fa, ma a maggio di quest’anno con un titolo programmatico chiarissimo: “questo non è il momento di prendere soldi, ma di darli agli italiani”. Lo disse rispondendo in conferenza stampa a una domanda sulla ipotesi di ritoccare in alto la tassa sulle successioni e le donazioni come chiedeva il segretario del Pd, Enrico Letta.

L’adeguamento delle rendite degli immobili ai valori di mercato potrebbe portare a una crescita delle imposte per molti italiani. La riforma del catasto divide partiti e parti sociali.

Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa afferma: “se c’è un’urgenza in campo immobiliare non è certo la riforma del catasto, bensì una netta riduzione della tassazione, specie quella di natura patrimoniale. Basti pensare al fatto che, dal 2012, l’Imu pesa 12/13 miliardi in più, ogni anno, rispetto all’Ici”. “L’esperienza insegna che ogni volta che si è pensato di intervenire sugli estimi catastali si è dato luogo ad aumenti di imposizione. Significativo, in questo senso, è quanto fece Matteo Renzi nel 2016: di fronte a un testo che a parole avrebbe lasciato invariato il gettito, verificò che i tecnici stavano predisponendo un vero e proprio salasso nei confronti dei proprietari e bloccò tutto. Lo ha raccontato bene, qualche giorno fa, l’allora viceministro dell’economia Zanetti. Del resto, se la riforma viene fatta per dare seguito alle richieste che provengono dall’Europa, l’aumento di tassazione é certo visto che nei documenti della  Commissione é espressamente indicato questo obiettivo”.

Favorevole al cambiamento la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra. Lega, Forza Italia e Movimento Cinque Stelle restano nettamente contrari alla riforma del catasto.