Giuseppe Conte e Beppe Grillo si sono visti nel paese in provincia di Livorno in cui il fondatore del Movimento 5 stelle ha la sua villa, ma in campo neutro, al ristorante. Hanno parlato a lungo, oltre due ore con davanti antipasto di pesce e una spigola al forno: dei punti dello Statuto su cui prima si erano scontrati. Di prescrizione, della posizione di Conte sulla riforma della Giustizia targata Marta Cartabia, dei timori di Grillo per la tenuta del governo. E dei nomi che presto dovranno fare, una volta che lo Statuto sarà votato e si formeranno i nuovi organi. «Grande intesa con Beppe Grillo», dice a sera l’ex capo del governo. Il ministro Luigi Di Maio, che ha avuto il ruolo del tessitore nei giorni dello scontro, ricorda che «bisogna guardare avanti con fiducia, ragionando da squadra e pensando alla collettività. Non è sempre necessario scegliere tra due parti, è invece importante agire pensando all’unità, per costruire e rafforzarsi». Vito Crimi, reggente del Movimento per più di un anno e mezzo, è convinto che «una volta avviato il cambiamento, nulla potrà fermarlo e si viaggia spediti verso nuove mete». Ma sarà vero? Come è piossibile che l’acuirsi di uno scontro così acceso si trasformi in fretta e furia in “pace e bene”? Paura dell’emorragia di voti e consenso?

Lavoro: dal Governo nuove misure di sostegno per Embraco e Ilva

Nel giorno in cui la protesta contro i licenziamenti dilaga in piazze e aeroporti, il governo risponde mobilitando nuove risorse. Si allarga infatti il paracadute degli ammortizzatori attraverso un decreto dal titolo «Misure urgenti a tutela dei lavoratori delle aziende in crisi» – destinato in particolare a supportare l’ex Ilva e l’ex Embraco. Sullo sblocco dei licenziamenti «è difficile tornare indietro, semmai bisognerà fare attenzione a quello che succederà a ottobre ed arrivarci pronti avendo già definito i nuovi ammortizzatori sociali anche per le piccole imprese», sostiene il ministro del Lavoro.

Quanto alla fuga delle multinazionali Andrea Orlando vuol proporre al ministro dello Sviluppo di inasprire le sanzioni per chi non rispetta gli accordi. Ma poi servirà avviare un tavolo sull’automotive, perché le crisi di Gianetti e Gkn «sono dei campanelli d’allarme». Entro il 2035 l’Ue passerà all’auto elettrica. E per produrre le auto elettriche serve il 30-40% di lavoro in meno. Stellantis ha battuto un colpo annunciando che dal 2025 lo stabilimento di Termoli dove ora si producono motori a scoppio diventerà una gigafactory e sfornerà batterie.

Ita: al via il 15 ottobre

 Dopo lunghi negoziati bilaterali, la Commissione europea ha dato questa settimana il via libera alla nascita di Ita, la compagnia aerea che prenderà il testimone da Alitalia. L’accordo tra Roma e Bruxelles, anticipato ieri mattina da Radiocor – Il Sole 24 Ore, è ricco di condizioni a conferma che l’esecutivo comunitario continuerà a seguire da vicino la nascita della nuova società.

Peraltro, la stessa Commissione europea deve tuttora decidere se prestiti pubblici concessi in passato ad Alitalia fossero legittimi o meno. L’esecutivo comunitario ha spiegato ieri di aver preso nota della nascita di Ita, dal 15 ottobre prossimo. «E’ impossibile partire prima – a sottolinearlo è l’amministratore delegato di Ita, Fabio Lazzerini -. Attendiamo il via libera della Ue e sono in corso gli iter autorizzativi. Noi siamo pronti». Altavilla ha espresso la sua soddisfazione, anche se ha voluto sottolineare che «il vero lavoro inizia oggi», ma le basi sono gettate per un nuovo trasporto aereo nazionale, solido, duraturo, indipendente. La biglietteria Ita sarà attiva dal 15 agosto.

Green Pass obbligatorio: una strada da percorrere?

Rendere obbligatorio il vaccino per tutti gli italiani non è una via che il governo di Mario Draghi intende percorrere, ma una strada per ostacolare la cavalcata della variante Delta va trovata. E bisogna farlo in fretta, per garantire ai ragazzi di tornare in classe a settembre e soprattutto per scongiurare il rischio di nuove chiusure delle attività. Perché è vero che la maggior parte dei contagi non si trasforma in ricoveri ma, come dimostra il caso inglese, più positivi permettono al virus di mutare e di diventare anche più pericoloso. In attesa che il premier si confronti con gli scienziati e con la cabina di regia politica per decidere quanto «bianca» sarà la nostra estate, i ministri parlano di «linea italiana», per dire che la soluzione di palazzo Chigi non sarà estrema come quella francese. Infatti la Ministra Carfagna dice: «Io credo che sia lo strumento più adatto ai tempi eccezionali che stiamo vivendo. È l’opposto di una camicia di forza: nasce a tutela dei cittadini e delle imprese per liberare tutte quelle attività che la pandemia ha vietato o limitato, e per ripristinare l’esercizio dei diritti in sicurezza. Penso ai concerti di piazza, ai festival estivi, ai raduni, alle gare sportive. Tutte cose che si potrebbe tornare a fare senza rischi, incentivando tra l’altro i giovani a vaccinarsi».