Secondo il governatore del Veneto Luca Zaia “chiedere altri sacrifici ai cittadini” non può più essere “una cambiale da firmare in bianco. I cittadini sono angosciati dalla mancanza di reddito da una parte e sconcertati da notizie di ogni tipo dall’altra. Qualunque iniziativa del governo sarà efficace soltanto se potrà garantire un reddito, dei rimborsi e anche una prospettiva. Magari partendo da bar, ristoranti, palestre, spettacoli: i simboli di quest’incubo”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera. Quanto alle chiusure nel weekend, Zaia risponde: “Nessuno di noi fa salti di gioia. Ma dobbiamo essere onesti intellettualmente e dire che il liberi tutti significherebbe non avere posti negli ospedali per quelli che si ammalano”. Zaia si dice al contempo fiducioso su un superamento dell’emergenza in tempi rapidi, “per motivi stagionali ma soprattutto per i vaccini”.
Eppure resta il nodo delle scorte: “Noi presidenti siamo tutti motivati. Abbiamo macchine collaudate e nessun problema di spazi. Il punto sono i vaccini. Dalla prossima settimana da noi vaccineranno anche i medici di base, a regime potremmo fare 50 mila dosi al giorno. Però, ce ne arriveranno non più di 150 mila”, afferma. Con l’ingresso della Lega al governo, Zaia si era augurato che sapesse mantenere l’identità. Ci sta riuscendo? “Assolutamente sì – ribatte -. Il nostro segretario, Matteo Salvini, sta dimostrando il massimo impegno“.










