Ci risiamo! Ad un anno dal primo lockdown, l’Italia potrebbe essere nuovamente cadere nell’oblio delle restrizioni forti. Tutto potrebbe richiudere ed essere risucchiato nel vortice di un’unica zona rossa nazionale. Ancora sono allo studio le diverse ipotesi per ridurre i contagi. Ciò che è sicuro è che nelle prossime ore verranno comunicate nuove importanti restrizioni.
Il governo sta decidendo in queste ore cosa sarà del nostro futuro. Questa mattina ci sarà l’incontro con i tecnici del Cts che devono dare il loro parere sulla richiesta del governo che – vista la mutata situazione epidemiologica – chiede di sapere quali nuove misure adottare.
Si va dall’ipotesi più severa di tre settimane di lockdown generalizzato per provare a vaccinare più persone possibili a quella, più plausibile, della stretta dei parametri che farebbero entrare un territorio in zona rossa. E dunque, come aveva già proposto il Cts, basterebbe che l’incidenza del contagio raggiungesse i 250 casi ogni 100.000 abitanti per far scattare la zona rossa.
L’altra ipotesi è quella di far scattare un lockdown generalizzato quando su tutto il territorio nazionale si dovessero superare i 30.000 contagi giornalieri. Al momento siamo a 20.000 in media.
Sul tavolo del Cts anche la replica di una misura adottata già a Natale: la chiusura in tutta Italia nei weekend di ogni attività escluse quelle essenziali; quindi stop a bar, ristoranti, negozi anche in zona gialla e una zona arancione-scuro; quindi scuole chiuse e divieto di spostamento dal proprio Comune, valido su tutto il territorio nazionale. In ogni caso, qualsiasi misura verrà adottata, servirà altro denaro per ristorare le attività che sono già al collasso.










