L’Italia ha perso 48 miliardi di euro (il 3,1% del Pil italiano) per ogni mese di lockdown. A dirlo è l’ultimo rapporto Svimez che tratteggia i contorni di un quadro non proprio roseo per l’Italia colpita dalla pandemia. Il Covid-19, secondo Svimez, ha colpito più duramente il centro-nord rispetto al sud Italia: -9,6% contro -8,2%.

Il costo di ogni mese di lockdown è stimato in circa 37 miliardi persi al Centro-Nord, e quasi 10 al sud. Questi 10 miliardi di prodotto persi al mese in media al Sud potrebbero portarlo a fine anno a toccare un picco peggiore – in termini reali – di quello del 2014, in piena crisi.

In particolare, il Sud sconta una ricaduta occupazionale molto violenta, segnando una riduzione dell’occupazione del 4,5%, tre volte tanto la contrazione del Centro-Nord. Stiamo parlando di circa 300mila occupati in meno, una perdita paragonabile a quella subita tra il 2009 e il 2013. Parte di questi numeri possono essere collegati ad un’emersione di nero e sommerso, che con la pandemia ha presentato un’ulteriore – enorme – problema da risolvere.

E se il problema principale è rappresentato dalle ingenti perdite per il settore economico, altrettanto problematica sarà la velocità di ripresa. Le previsioni Svimez per il 2021 prevedono un balzo del Centro-Nord del 4,5% (+5,3% nel 2022), a fronte di una ripresa modesta nel Mezzogiorno: +1,2% (+1,4% nel 2022). Queste stime sono calcolate al netto degli interventi della legge di Bilancio e di altri decreti che potrebbero incidere sulla ripresa, specie nelle aree in maggiore difficoltà.

Il quadro che emerge mostra, ancora una volta, la frammentazione regionale e le complesse diversità tra nord e sud, emerse nonostante la presenza di un comun denominatore come il coronavirus che però – bisogna evidenziarlo – ha colpito l’Italia in maniera differente.