«Centomila contagi al giorno»: è stato lo stesso neoministro della Sanità britannico, Sajid Javid, ad ammettere che fra poche settimane la conseguenza della fine di tutte le restrizioni in Gran Bretagna potrebbe essere il dilagare del Covid. Ma Javid ha difeso la decisione del governo, dicendo che non si tratta di «un azzardo»: «La ragione per cui possiamo farlo – ha spiegato – è l’enorme successo del nostro programma di vaccinazione: è un muro di difesa che abbiamo costruito iniezione dopo iniezione, mattone dopo mattone, e che sta funzionando».
E infatti le vaccinazioni hanno spezzato il legame fra contagi, ricoveri in ospedale e decessi. Adesso siamo già arrivati a oltre 28 mila nuovi casi al giorno: ma, ha sottolineato Javid, «l’ultima volta che abbiamo avuto numeri come questi vedevamo purtroppo circa 500 morti al giorno, mentre adesso i decessi sono un trentesimo di quella cifra».
La conclusione del ministro è che «dobbiamo imparare a convivere col Covid». Risalgono i contagi da variante Delta anche in Francia e in Grecia, raddoppiano in Israele, la Catalogna con un ritmo esponenziale di nuove infezioni rinuncia a locali e discoteche dal prossimo weekend. E anche in Italia la curva discendente «si è fermata una decina di giorni fa», avvisa la Società italiana di medicina generale, la variante è rilevata in quasi tutta la penisola, in Sardegna e in Abruzzo gli ultimi dati ne indicano al 78% la prevalenza e pure il Covindex, un indice che anticipa con buona approssimazione l’Rt, mostra che la trasmissibilità del coronavirus è già in risalita. La preoccupazione è che ora la mutazione riscontrata per la prima volta in India nel marzo scorso buchi la barriera dei vaccini. Ad allarmare è uno studio che arriva proprio da Israele, tra i paesi-laboratorio della pandemia dove l’immunizzazione è andata avanti a ritmi serrati: il vaccino di Pfizer, il più ambito e diffuso, è meno efficace del 30% davanti alla Delta, avvisa il ministero della Salute.










