A Parigi, dopo la condanna di primo grado, si riapre il procedimento contro la leader del Rassemblement National.

Marine Le Pen torna in aula e lo fa ribadendo una linea di difesa netta: “Non ho nessuna impressione di aver commesso un reato”. È con questa dichiarazione che la presidente del Rassemblement National ha affrontato la prima udienza del processo d’appello a Parigi sul caso degli assistenti parlamentari europei dell’allora Front National.

Condannata in primo grado, anche con una sanzione che incide sulla sua eleggibilità politica, Le Pen contesta l’impianto accusatorio e sposta l’attenzione sulle responsabilità istituzionali. Nel mirino della leader del RN finisce il Parlamento europeo, accusato di non aver segnalato per tempo eventuali anomalie nella gestione degli incarichi.

Secondo la difesa, eventuali errori sarebbero riconducibili a una diversa interpretazione delle regole e non a una volontà consapevole di eluderle. Nel partito prevale l’idea che il primo giudizio non abbia ricostruito in modo completo la vicenda.

 

Intanto, tra i dirigenti del Rn prevale la cautela. Nessuna escalation contro la magistratura, nessun riferimento esplicito a una persecuzione giudiziaria. La linea scelta è quella del basso profilo, con l’obiettivo di dimostrare che, se irregolarità vi sono state, non possono essere considerate frutto di un disegno deliberato.