Lavoro, uno su due dipendenti privati con ammortizzatori sociali. Ecco cosa dovrà fare Andrea Orlando

Per il difficile dossier “lavoro”, il premier Mario Draghi si è affidato ad Andrea Orlando, 52 anni, con una lunga esperienza da politico (nel Pd) e da ministro per tre precedenti governi.

Un ministero importante in un momento come quello attuale. Dall’inizio della pandemia quasi 7 milioni (!) di lavoratori dipendenti privati hanno avuto bisogno della cassa integrazione. Considerando che i dipendenti privati sono meno di 15 milioni, è come dire che quasi uno su due è finito sotto ammortizzatori sociali (oltre alla cassa integrazione, l’assegno pagato dai fondi bilaterali di solidarietà). Un dato che si sposa con quello delle aziende che hanno fatto ricorso alla cassa: circa il 55%, secondo valutazioni dell’Inps.

Orlando dovrà occuparsi di dossier scottanti, a partire dal blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 marzo, che vede da un lato i sindacati premere per una nuova proroga e dall’altro le aziende chiedere di superare il blocco per poter avviare i processi di ristrutturazione aziendale. C’è poi il tema della proroga della cassa integrazione d’emergenza, visto che a fine marzo finiranno per molte aziende le 12 settimane gratuite concesse dalla legge di Bilancio. Un’altra grande sfida sarà la riforma degli ammortizzatori sociali, così come il decollo delle politiche attive.

Il debito pubblico in un anno è salito di 25 punti. Qui sicuramente i lockdown hanno fatto la loro parte. Il pil quest’anno crescerà del 3,4%: sotto la media continentale fissata al 3,7% e quasi dimezzata rispetto all’attuale previsione programmatica del 6%. Bisognerà fare tanto. E presto!