“Sui licenziamenti, la commissione europea, rispetto a quanto avevamo detto noi della Lega, è arrivata tardi”. Così la sottosegretaria al Lavoro, Tiziana Nisini, in un’intervista al Corriere della Sera. “Perche’ siamo stati i primi a dire che non si poteva andare avanti indefinitamente con la proroga del blocco dei licenziamenti”, spiega. E in merito alla posizione del leader della Lega Matteo Salvini la sottosegretaria afferma: “Proprio perché’ volevamo difendere le categorie di lavoratori più a rischio, è successo che la Lega, che è un partito territoriale, ha ascoltato tutti, imprenditori, sindacati, lavoratori. Salvini si è quindi mostrato disponibile a valutare tutte le soluzioni e alla fine ha fatto sintesi“.

Nisini poi sottolinea: “Ci sono segnali di ripresa, come mostrano i dati dell’Istat, e quindi la rimozione del blocco dei licenziamenti, che comincia nell’industria e nelle costruzioni, settori che stanno uscendo dalla crisi, sarà gestibile. Ma certo dobbiamo mettere in campo un pacchetto di misure per tutelare chi perderà il lavoro“.

E aggiunge: “Sto lavorando, in particolare, a quelle che possono favorire il ricambio generazionale. Mi riferisco al contratto di espansione, che consente, con un accordo tra azienda e sindacati, di mandare i lavoratori anziani in pensione fino a 5 anni prima, in cambio dell’assunzione di giovani. Inizialmente, questo strumento era riservato alle aziende molto grandi, con più di mille dipendenti. Dall’inizio della pandemia la platea è stata via via ampliata fino ad arrivare, con il decreto Sostegni bis, alle imprese con più di 100 dipendenti. Adesso si tratta di scendere sotto questa soglia”.