Tra le grandi questioni importanti che avvolgono la vita della comunità, di certo emerge quella della formazione dell’individuo che non può limitarsi all’apprendimento di sterili nozioni, senza valorizzare gli aspetti umanistici e spirituali.

APRIAMO LA MENTE E NON SOLO…

Le scuole italiane focalizzano la loro attività di studio in luoghi indoor, ma ignorano totalmente la più elementare delle possibilità di apprendimento culturale, cioè quella di vivere e studiare all’esterno degli ambienti scolastici. Pensiamo alla presenza diffusa sul tutto il territorio nazionale di chiese, cattedrali, monumenti, statue, strade, borghi, musei, città, paesi e tanto altro, che rappresentano una vera e propria mega-enciclopedia a cielo aperto. I nostri ragazzi prima di affrontare un percorso universale multiculturale, hanno la precipua necessità di conoscere il territorio in cui vivono ed il percorso storico che ha condotto la nostra civiltà nell’età moderna.

Outdoor education significa letteralmente educazione all’aperto e intende tutte le attività educative, anche non strettamente curriculari, che vengono svolte all’aperto da scuole, associazioni di vario tipo e dagli enti locali.

John Dewey poi, filosofo e pedagogista statunitense, contribuisce attraverso il suo concetto “dell’esperienza” ad avvalorare l’educazione svolta all’aperto. Per Dewey infatti l’esperienza è concepita come rapporto tra uomo e ambiente, dove l’uomo non è uno spettatore passivo, ma interagisce con ciò che lo circonda. Il pensiero dell’individuo nasce dall’esperienza intesa come esperienza sociale. Combinare l’attività indoor con quella outdoor significa potenziare l’apprendimento, migliorare la capacità di socializzazione, la qualità della vita, di comunicazione e di rispetto e valorizzazione dell’ambiente in cui si vive.