La follia da “teoria del complotto”: le regole per difendersi

In questo clima di confusione generale capita spesso di imbattersi in teorie alternative, a quelle istituzionali, che tentano di dare una spiegazione all’attuale situazione di emergenza sanitaria, alcune convincenti, altre meno.

Questo articolo non nasce con l’intento di avvallare una teoria piuttosto che un’altra ma per farvi riflettere su una realtà, a mio avviso sempre più dilagante, che definiremo “follia da teoria del complotto”. Se in questo momento tutto vi sembra un complotto, a partire dalle decisioni di Conte fino ad arrivare alle nuove regole sulla privacy di whatsapp, se prendete per buona ogni notizia che scovate sui social dimenticandovi di verificarne le fonti, se vi siete scordati il significato della parola discernimento, allora, forse, dovreste provare a chiedervi se è davvero la crisi che stiamo attraversando a darvi tanto fastidio o se c’è qualcos’altro che il vostro inconscio sta cercando di comunicarvi.

Credere che tutto attorno a noi sia una cospirazione può essere un modo per alleviare la nostra ansia di fronte ad una minaccia. Il bisogno spasmodico di trovare un colpevole può rappresentare un tentativo inconscio di farci tornare a percepire un certo livello di controllo sulla realtà e, di conseguenza, su noi stessi. 

In momenti storici come quello che stiamo vivendo, in cui ci si sente vulnerabili, è più facile che queste teorie si diffondano tra le persone. Come disse Niccolò Machiavellidove men si sa, più si sospetta”.

Ma come possiamo capire se ci troviamo di fronte ad un complottista incallito o se invece si tratta di una persona con sani e leciti dubbi? 

  1. Per prima cosa il complottista pensa di conoscere a priori la verità. Se in troppi avvallano una teoria per lui sarà sicuramente falsa, sarà sicuramente vero, invece, tutto ciò che pensano in pochi;
  2. Chi è caduto nel baratro della follia da teoria del complotto pensa di essere sempre spiato; tramite lo smartphone, la webcam del pc oppure i droni;
  3. È facile per lui avere un’opinione, basta semplicemente andare contro quello che dice la massa; 
  4. Spesso è agguerrito, irritabile e scontroso.

La realtà che stiamo vivendo è certamente ambigua ma è proprio in questi momenti che è più importante sforzarsi di mantenere un atteggiamento equilibrato, senza farsi risucchiare dalla mania di persecuzione. Delegare all’esterno la colpa dei nostri fallimenti potrebbe essere un modo per non prendersi le proprie responsabilità, entrando così nel ruolo della vittima. Focalizzarsi invece sulle occasioni che questo momento difficile ci offre, è un bel modo per spostare la nostra attenzione dal negativo al positivo, e quindi per affrontare al meglio la crisi che stiamo attraversando. Come scrive Norma Compagnone “è arrivata l’ora di mettere a dieta l’ansia e la paura, alimentandole in modo sano ed equilibrato, trasformandole in qualcosa di sinuoso e utile all’essere”.