Prima “spina” per il nuovo segretario dem Enrico Letta. Una spina che arriva dall’interno e che rappresenta una smagliatura prodotta sul fronte più sensibile dei rapporti tra PD e M5S: quella del Campidoglio. Ieri l’ex ministro Roberto Gualtieri ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Roma. L’ipotesi della corsa al Campidoglio per Gualtieri era stata affrontata più volte ufficiosamente, ma nessuno sapeva che si sarebbe palesata in questo modo, soprattutto senza avvisare internamente. Non lo sapeva Letta e pare non lo sapesse nemmeno l’ex segretario Nicola Zingaretti.

Così, alla fine di una conferenza alla stampa estera di ieri pomeriggio, Letta ha dichiarato che quello di Gualtieri è “un ottimo nome” e che lo incontrerà “prestissimo”. L’imbarazzo era comprensibile, visto che il nuovo segretario era all’oscuro dell’annuncio imminente. Gaffe istituzionale o presa di potere volontaria? Di sicuro rappresenta un precedente importante, segno di incomunicabilità all’interno del partito che Letta, così dice, vuole rivoluzionare. Un partito che deve essere “rivoluzionato” dall’interno, dalle persone, prima ancora che dalle idee.

 Idee che secondo alcuni sono nettamente sbagliate. La pensa così la destra tutta, la pensa così il leader Matteo Salvini. Nei giorni scorsi si è alzato un polverone su una parte del discorso di insediamento di Letta, in cui ha citato lo ius soli.

Oggi Salvini torna a parlare di Letta in un’intervista al Messaggero. Con Enrico Letta “nessuna sfida, non possiamo perdere tempo in beghe. Al contrario, mi aspetto una leale collaborazione e, perché’ no, un po’ di sana competizione. Certo che se per il Pd la priorità sono lo Ius Soli e più immigrazione, non partono bene. Sul voto ai 16enni sono d’accordo. E su una legge elettorale maggioritaria, noi ci siamo”. Il leader della lega parla anche della corsa per il sindaco della Capitale: “A sinistra ci sono almeno tre candidature: Raggi, Calenda e ora Gualtieri. Il centrodestra saprà trovare una sintesi efficace. Non ci sono veti, semplicemente io penso che Bertolaso sia una bellissima opportunità di buongoverno per rilanciare Roma”.